La religione si affida ai robot

neuromante in the machine

In un affascinante articolo Michael Schulson analizza brillantemente il rapporto tra la tecnologia e la religione americana. Anche se istintintivamente pensi alla religione in funzione conservatrice e antimoderna, l’autore dell’articolo ti mostra gli insoliti punti di contatto tra i due mondi e gli scenari sorprendenti che, tra l’altro, riguardano la relazione corpo-macchina-spirito. Ecco il brano iniziale:

Ci sono posti che non avresti mai pensato di conoscere. Senza dubbio, sono stato in uno di questi: un’aula da conferenza nei sobborghi di Charlotte per il Seminario Evangelico del Sud, un’enorme antica Bibbia sul lato di un tavolo, versetti dei Grandi Libri scritti sulle pareti e, sullo stesso tavolo della conferenza, un robot alto poco più di mezzo metro che fa yoga […]

E ad un certo punto, un’affermazione audace:

Da secoli, la Chiesa Cattolica è stata la patrona dei meccanismi automatici e di elaborazione, spesso resi possibili da molle, che erano i precursori dei robot odierni. Secondo quanto scrive Jessica Riskin nel suo meraviglioso saggio intitolato Macchine nel Giardino, “non solo gli automi sono apparsi per prima e abitualmente nelle chiese e nelle cattedrali, ma l’idea come pure la tecnologia uomo-macchina è stata sostanzialmente cattolica” […]

Un punto di vista forse “troppo umano” che farebbe inarcare le giunture oculari di più di un “robot”. La Riskin, professoressa di storia alla Stanford, espone così le ragioni della sua analisi:

Gli automi sono stati presenti nei territori dell’Europa del Tardo Medioevo e dagli inizi dell’età moderna, intonando inni sacri con meccanica vitalità. La Chiesa commissionava ai costruttori di orologi la fabbricazione di angeli e demoni meccanici per decorare gli altari; le espressioni di dolore, i lamenti o le palpebre che si aprivano e chiudevano del Cristo erano possibili grazie a congegni automatici ed erano molto popolari. Alcune Chiese commissionavano addirittura “eretici automatici”. A quei tempi, nella cattedrale di Barcellona la testa di un moro era sospesa vicino all’organo e cambiava l’espressione facciale in base all’intensità della musica dello strumento.

Gli automi sono stati spesso fonte di intrattenimento per i devoti. Inoltre hanno stimolato la riflessione di filosofi e teologi sulla relazione tra il movimento fisico e l’anima immateriale. Quando Leibiniz e Cartesio meditavano sulla natura della vita avevano in mente proprio le macchine. Celebre è l’quiparazione cartesiana del corpo umano alla macchina (“automaton”) e nel Diciannovesimo secolo l’eclettico Charles Babbage, padre della moderna scienza informatica, era così affascinato dagli automi che scrisse un trattato in cui paragonava i risultati delle leggi naturali di dio a quelli permessi da una Macchina Calcolatrice. In altre parole, Babbage concepiva Dio come una specie di programmatore di computer.

Dandoci l’impressione della vita, conclude la Riskin, gli automi e i robot ci sollecitano a porci domande sugli esseri viventi che possono apparire come macchine – e, tra le altre cose, sull’ [incerto] confine tra i processi vitali e quelli materiali.

In realtà, un simile dibattito possiamo ritrovarlo in vari settori delle ricerche scientifiche, ad esempio tra i cosmologi e i teologi a proposito della natura e delle leggi dell’universo. Oggi la rivoluzione digitale ripropone la stessa dinamica.

L’articolo vale al pena di leggerlo perché propone diversi spunti di riflessione dato che rivela quanto sia profondo il dialogo tra i diversi punti di vista per loro natura così distanti. Lo stesso titolo del blog in cui scrivo, Neuromancer, indica una formidabile sfida intellettiva che riguarda i confini tra materia e pensiero. La letteratura cyberpunk è costellata da innumerevoli varianti su questo argomento.

Gli psicologi di fronte ai fantasmi nella macchina (ghost in the machine) rivelano sovente una mancanza di coordinazione tra teoria e pratica quando si provano a speculare sulla mente umana. Ma ci sono anche straordinari scenari (vedi qui, qui o qui) che confortano lo stato attuale dei tanti smarriti neuromanti.

link all’articolo su Salon

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...