Vuoi avere successo? Non provarci

Quando ti danno i consigli giusti per raggiungere i tuoi scopi, chiedi in quali occasioni si sono rivelati sbagliati. In un articolo di Sam Mcnerney che vale la pena leggere trovate una serie di consigli di questo tenore:

I consigli negativi (cosa non fare) sono più utili dei consigli positivi (cosa fare). Dovremmo ascoltare di più chi sbaglia e non chi ha successo. Se vuoi proseguire gli studi all’università, parla con chi ha abbandonato e non con i professori; se aspiri a diventare un imprenditore, parla con chi non è riuscito […]; se vuoi sposarti non parlare con le coppie felici ma con chi ha divorziato; se vuoi intraprendere una carriera da attore non avere come riferimento un premio Oscar […]; se vuoi vendere un libro, vai su Amazon e leggi tutte le cattive recensioni dei tuoi preferiti. Se vuoi diventare una top model, cerca una antimodella […]. In conclusione, quando sei in cerca di conoscenza, spesso puoi avvicinarti alla verità attraverso la contraddizione e la sottrazione, non grazie alla conferma.

Il problema è che la maggior parte dei consigli “in negativo” (negative-advice) li trovi nel “cimitero”. Infatti, tutti gli errori o i fallimenti (molto più numerosi) vengono citati di rado. Si preferisce puntare i riflettori sulle (esigue) conferme. Ad esempio, di solito nella sezione di psicologia di una libreria trovi il libro intitolato “Dieci passi per essere felici”. Al momento di sfogliarlo ed essere tentati di comprarlo, sarebbe utile (anche per il portafoglio) chiedersi dove siano i libri scritti da coloro che hanno seguito i dieci passi e non sono diventati felici.

Secondo una storia riportata da Cicerone che ho trovato nel libro Il cigno nero, come l’improbabile governa la nostra vita di Nassim Taleb, ad un certo Diagora (che non credeva agli dei) furono mostrate delle tavolette in cui erano raffigurate delle persone che pregavano e che in seguito ad un naufragio erano sopravvissute. Ok, rispose, ma dove sono le tavole di coloro che hanno pregato e sono poi annegati?

Il succo della storia è questo: le prove che falsificano un’idea o un’ipotesi sono difficilmente reperibili. Ma ti converrebbe chiederne conto. Spesso, un’idea per una serie di motivi batte tutte le concorrenti e piglia tutto. Il resto viene condannato al silenzio. Le prove alternative diventano silenziose. Pensate a Google che ha sbaragliato i concorrenti e praticamente destinato al dimenticatoio tutti i motori di ricerca che conoscevamo prima. La storia è piena di cimiteri delle prove che sconfessano i grandi risultati. Sono prove silenziose i cui autori immancabilmente sono morti con esse.

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