Notizie scientifiche: istruzioni per l'uso

Le notizie scientifiche sono difficili da maneggiare. Scrivere o leggere articoli di scienza comporta dei rischi, sia quando la scienza deve essere raccontata in brevi articoli che devono incantare più che spiegare sia perché il lettore non ha tempo da perdere. Un professore di chimica ha elencato in un efficace grafico i comuni errori che ricorrono nella divulgazione scientifica.

Spotting-Bad-Science-v2

In dodici punti, l’Autore indica le trappole nascoste dentro le notizie scientifiche trasmesse dai media. Io che mi occupo anche di divulgazione psicologica e neuroscientifica non mi scandalizzo. Il mondo dove lavoro e su cui scrivo è pieno di storie strane dove è difficile discernere le ipotesi serie o le intuizioni brillanti dalle patacche (leggi ad esempio qui il problema connesso con le aspettative e il placebo). Traduco brevemente per il lettore italiano i dodici bias in questione:

  1. titoli sensazionali che hanno lo scopo di attrarre l’attenzione per essere letti (e vanno dall’eccessiva semplificazione alla distorsione).
  2. I risultati interpretati scorrettamente per costruire una storia da raccontare (sarebbe meglio leggere la ricerca originale).
  3. Il conflitto di interesse che riguarda il legame tra scienziati e finanziatori (condizione che non sempre necessariamente invalida la ricerca).
  4. La correlazione e la causalità spesso sono ritenute la stessa cosa. In realtà, la correlazione implica un rapporto di interdipendenza fra due variabili, ma è fuorviante decidere chi è causa dell’altra.
  5. Le speculazioni sono solo speculazioni. Attenzione quindi alle interpretazioni indebite se non ci sono conferme sperimentali.
  6. La dimensione troppo piccola dei campioni è un classico problema che penalizza la ricerca in molti settori. La psicologia e le neuroscienze ne sono vittime illustri. Un limitato numero dei partecipanti impoverisce l’affidabilità dei risultati. Informatevi del numero di soggetti coinvolti.
  7. I campioni non rappresentativi non consentono di applicare i risultati al di fuori del gruppo sperimentale (dato che non rappresentano la popolazione generale).
  8. L’assenza del gruppo di controllo compromette l’affidabilità della ricerca (accanto al gruppo sperimentale è necessario costituire un gruppo di controllo che non riceva la variabile testata).
  9. La mancanza di procedure a doppio cieco per evitare l’effetto aspettativa sia del ricercatore che del soggetto.
  10. La selezione di dati da altre indagini a sostegno delle conclusioni della ricerca, senza menzionare quelli che la falsificano.
  11. L’assenza di repliche da parte di ricerche indipendenti, necessarie per confermare l’affidabilità dei risultati.
  12. L’assenza di revisione (per-review) dell’articolo e le citazioni. L’articolo, soprattuto dei grandi giornali popolari, dovrebbe essere controllato da un esperto indipendente per evitare imbrogli. Inoltre, l’ampio uso di citazioni “scientifiche” non sempre è indice di credibilità.

Tenere in mente questi punti può aiutare giornalisti, blogger, psicologi, clinici o ricercatori che scrivono di psicologia e neuroscienze a trasmettere informazioni trasparenti, stimolanti e possibilmente utili. Per il lettore, l’elenco serve a non farsi imbrogliare.

Un ampio numero di persone leggerà notizie scientifiche dai siti web e raramente andranno a cercare la ricerca su cui sono basate. Personalmente, penso che sarà quindi importante che queste persone siano in grado di individuare le metodologie scientifiche scorrette o riconoscere quando l’articolo va oltre le conclusioni della ricerca. E’ l’obiettivo principale di questo grafico. Aggiungo che questa non è una panoramica esaustiva, nè implica che la sola presenza di uno dei punti trattati automaticamente autorizzi a respingere la ricerca. L’intento è quello di fornire una guida efficace per essere attenti quando leggete articoli di scienza o valutate la ricerca.

La chimica insomma può aiutare la psicologia. Non solo per quanto riguarda le parole (leggi qui per una spiegazione), ma anche per i consigli su come discernere la buona scienza da quella cattiva nelle notizie scientifiche.

Sarò lieto di aggiornare il grafico se avrete altro da aggiungere ai 12 punti nei vostri commenti.

link al blog Compound Interest
link alla pagina del grafico

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3 pensieri su “Notizie scientifiche: istruzioni per l'uso

  1. Pingback: Notizie scientifiche: istruzioni per l'uso | Ed...

  2. Una cosa che spesso non viene comunicata o non è chiara nella divulgazione psicologica, problema non esistente in chimica, è l’assegnazione casuale dei soggetti che distingue l’esperimento dal quasi-esperimento, è simile al problema della corelazione.
    Ad esempio io dal post (ma anche nell’abstract) su prendere appunti a mano vs prenderli col laptop non ho capito se si trattava di un esperimento o di un quasi esperimento

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    • In realtà nella ricerca in psicologia purtroppo nella maggioranza dei casi manca il gruppo di controllo. Se sono previsti solo più gruppi sperimentali esistono diverse procedure per l’assegnazione, dipendenti dagli scopi della ricerca, dalle ipotesi e dalle analisi statistiche previste. Nella ricerca sugli appunti, manca l’informazione sulle procedure di assegnazione (io suppongo non del tutto casuali). Ma in questi ultimi anni, sono in atto importanti dibattiti e approfondimenti su queste questioni metodologiche all’interno della psicologia. Le sfide sono difficili ma i passi avanti rispetto al passato sono impressionanti. È una delle rare occasioni in cui elogio e ammiro gli psicologi come ricercatori all’altezza della migliore scienza.

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