Il cervello degli artisti

Sembra che la materia “bianca e grigia” del cervello degli artisti sia differente. Sono le conclusioni di una ricerca preliminare pubblicata su NeuroImage

I soggetti hanno eseguito durante la scansione esercizi di disegno. I punteggi erano correlati con il volume di materia grigia e bianca nelle strutture corticali e subcorticali. E’ stato osservato un incremento di densità della materia grigia nel cervelletto anteriore sinistro e nel giro frontale mediale destro in relazione all’abilità di disegno. Esercizi di artistica erano inoltre correlati con un aumento della materia grigia nella parte destra del precuneo. Questi dati suggeriscono che l’abilità nel disegno è connessa con cambiamenti nelle strutture coinvolte nel controllo motorio fine e nella memoria procedurale. Inoltre, l’esercizio nel disegno è associato ad un rinforzo delle strutture deputate alle operazioni mentali visive [visual imagery]. Questi risultati confermano le conclusioni di altre ricerche che impiegano la fMRI e gettano nuova luce sulle proprietà del cervello artistico in via di sviluppo.

E’ uno studio preliminare in cui è stata impiegata la morfometria basata sui voxel per analizzare i cervelli di 21 studenti d’arte e 23 studenti non artisti. Il ristretto numero di soggetti nel campione è uno dei seri problemi metodologici delle ricerche che fanno uso delle tecnologie di neuroimaging.

Però ci sono due aspetti che mi piace sottolineare. Il primo riguarda il fatto che, contrariamente alla mitica credenza sul differente “profilo psicologico” dei due emisferi (analitico e logico il sinistro, “olistico” e creativo il destro), sembra che le differenze anatomiche siano equamente distribuite a destra come a sinistra. Insomma, gli artisti non usano di più l’emisfero destro. Sarebbe interessante semmai analizzare le differenze di genere.

Il secondo aspetto riguarda la menzione della memoria procedurale, cioè la possibilità di cambiamento plastico nelle fibre nervose della materia bianca. Ci sono studi che dimostrano che proprio i fasci assonici della materia bianca (dal colore bianco rosato degli assoni su cui viaggia il potenziale d’azione) cambino in funzione dell’apprendimento

neurom bottom and top brain

Anche se le differenze psicologiche tra i due emisferi destro e sinistro spesso risultano privi di fondamenta, specifiche specializzazioni neurocognitive nell’architettura spaziale del cervello sono ormai confermate dalla letteratura scientifica. Segnalo, infine, a proposito di un approccio “topologico” del cervello, un recente libro di Kosslyn e Miller che propone di considerare le differenze cognitive in una prospettiva “verticalizzata” del cervello, con precise differenze computazionali tra i due piani: quello “alto” dedicato all’ideazione ed esecuzione di progetti, quello “basso” all’elaborazione dell’informazione sensoriale del mondo esterno.

link alla ricerca su NeuroImagine
link al libro di Kosslyn e Miller

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Un pensiero su “Il cervello degli artisti

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