La psicologia è più vicina alla chimica

psychology neuromancer

Il vocabolario della psicologia anglosassone è più vicino alla chimica che alla filosofia.

Precedenti ricerche condotte sull’Oxford English Dictionary hanno mostrato che la psicologia condivide gran parte della sua terminologia con la bioglogia, la chimica, l’informatica, l’elettronica, il diritto, la linguistica, la matematica, la medicina, la musica, la patologia, la filosofia e la fisica. La nostra ricerca si basa sul database dei vocabolari di queste 12 discipline, simile a quello costruito precedentemente per psicologia, allo scopo di analizzarne i significati e confrontarli l’uno con l’altro.

La ricerca è stata condotta da John G. Benjafield del Dipartimento di Psicologia alla Brock University del Canada (qui trovi una sintesi) che ha analizzato le quota di parole primarie e secondarie (rispettivamente quelle utilizzate la prima volta in un ambito e quelle acquisite da altri settori disciplinari) e la polisemia dei vocaboli (ad esempio il numero dei diversi significati attribuiti nel tempo ad un dato termine).

Ne è venuto fuori un dato che non sorprende: le 13 discipline sono costituite in gran parte da parole secondarie. La parte principale delle terminologie relative proviene da altre discipline. Ma c’è un dato interessante: la psicologia e la chimica (65% e 62%) contengono meno parole secondarie. E’ come se avessero un profilo terminologico più autonomo (o chiuso?) rispetto alle altre materie.

Per quanto riguarda la psicologia c’è di più: se gli altri saperi tendono ad assegnare nuovi significati alle parole esistenti, in psicologia vengono invece inventate nuove parole per specifici scopi. Inoltre, per quanto riguarda la storia del vocabolario, la psicologia sembra che sia più simile alla chimica che ad altre discipline.

Già in un altro articolo ho avuto modo di accertare quanto in Italia sia diffusa la credenza che la psicologia sia più vicina alla filosofia che ad altre dimensioni attualmente più sperimentali e applicative. E’ sconcertante constatare come persino in termini linguistici, oltre che concettuali, la psicologia anglosassone sia differente da quella italiana.

link alla ricerca di John Benjafield

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