La macchina per trasformarci in un'altra persona

Quante volte hai desiderato vedere il mondo con gli occhi di un’altra persona? Adesso è possibile grazie ad una macchina che ti trasporta nella mente e nel corpo di un altro uomo.

The Machine To Be Another – Art investigation from BeAnotherLab on Vimeo.

The Machine to Be Another è un esperimento tecnologico open source (cioè aperto liberamente al contributo di qualsiasi sviluppatore) che consente la possibilità di integrarsi nella storia di un’altra persona osservandola dal suo punto di vista, “indossando” il suo corpo e ascoltando i suoi pensieri dentro la propria testa.

Questo progetto tecnologico si avvale delle ricerche psicologiche sull’embodiment e sul corpo virtuale “aumentato”. L’embodiment è un approccio teorico e sperimentale in psicologia e ha attirato negli ultimi anni parecchia attenzione. Esso presuppone che le principali attività cognitive della mente siano condizionate da certe proprietà del corpo come l’orientamento spaziale o i processi percettivi di base e ha rivelato interessanti applicazioni, ad esempio in ambito clinico e riabilitativo (per degli esempi vedi qui e qui).

Lo scopo iniziale del BeAnotherLab è quello di superare i pregiudizi culturali fra le persone permettendo di osservare il mondo dal punto di vista di chi è diverso da noi, attraverso la visione e la voce dell’altro. In sostanza, l’interesse primario è quello di utilizzare la “macchina” per promuovere l’empatia fra gli individui nei vari contesti sociali, culturali ed ideologici.

user performer

Il progetto Machine Be Another  è costituito da un insieme di componenti integrati dal costo relativamente basso: due caschi con display wireless, un auricolare, due device per determinare la posizione dei partecipanti, 3 webcam, 2 computer, un router locale e alcuni programmi specifici. La procedura prevede che un performer condivida un episodio della sua vita con un altra persona cioè l’user che rivive la storia ascoltata attraverso il casco integrale sul cui display vede proiettato il punto di vista del performer e ne ascolta pure il racconto.

L’immersione nella realtà mentale dell’altro funziona grazie al display montato sulla testa che riproduce in real time il campo visivo dell’altra persona, la quale segue i gesti dell’user. La sincronizzazione dei movimenti “illude” chi ascolta la storia perché ai propri movimenti si sovrappongono quelli analoghi osservati nel display ma nelle sembianza di chi sta raccontando. Abbiamo già visto (vedi la mano che si trasforma in marmo) come la mente sia in grado di integrare informazioni sensoriali esterne per andare a sostituire parti del nostro corpo. 

Il video trasmesso all’user è la trasmissione in tempo reale della videocamera attaccata al performer, il quale con un microfono commenta ogni oggetto incontrato dall’user (una foto, un giocattolo di un bambino,uno specchio, etc.) che ascolta le parole come se si ricreassero dall’interno della propria mente.

Dancing on the Feet – Embodied Dance Investigation with The Machine to Be Another from BeAnotherLab on Vimeo.

Il progetto mostra tuttte le sue potenziali possibilità in svariati ambiti, da quello dell’automazione industriale a quello sanitario riabilitativo. Ad esempio, in uno dei test l’user era una donna disabile, costretta sulla sedia a rotelle, che riesce a danzare attraverso l’effettiva esecuzione di una danza della performer che fa la ballerina e danza per lei. Nel display, la donna in sedia a rotelle magicamente si osservava “inserita” nel corpo della performer danzante come se fosse sparita la disabilità locomotoria.

Gli sviluppi tecnologici indicano come gli incredibili scenari cyberpunk (leggi qui l’ottima descrizione di Granieri) stiano trasformando realtà professionali e quotidiane: dalla risoluzione dei conflitti nei vari scacchieri sociali (politici, multietnici, religiosi, diplomatici), alle possibilità per i neuroscienziati sul versante della riabilitazione (a cominciare dall’autismo), nel settore educativo e artistico o, infine, per il trattamento dei principali disagi emotivi attraverso i processi di mentalizzazione che questa tecnologia metacognitiva promette di realizzare.

link al lab The Machine to Be Another
link all’articolo di ricerca del BeAnotherLab
link al pezzo di Granieri

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...