L'insolito relax del cervello autistico

Il cervello di un bimbo autistico sembra non riposare mai. I ricercatori hanno scoperto che l’attività cerebrale dei bimbi autistici a risposo è maggiore del 42% rispetto ai bimbi non autistici.

child Head

Questa ricerca è stata condotta da ricercatori della Case Western University e dall’Università di Toronto che hanno pubblicato l’articolo su Frontiers in Neuroinformatics. Secondo gli Autori, la scoperta potrebbe spiegare l’isolamento dell’autistico dal mondo sociale, il quale sembra non avere particolare interesse ad interagire socialmente con le persone che lo circondano. L’aumento di attività cerebrale a riposo sarebbe segnale di un elevato grado di “introspezione” a discapito della socialità. 

I ricercatori hanno utilizzato la magnetoencefalografia per misurare la quantità di attività elettromagnetica del cervello dei due gruppi di bambini, impiegando nelle loro analisi “un modello stocastico per analizzare non solo le interazioni deterministiche fra le varie regioni del cervello (come la connetitvità funzionale), ma anche gli input casuali del cervello in condizioni di riposo“. In questo modo hanno potuto integrare un’importante fonte di dati delle dinamiche neuronali che nessun altro metodo riesce a compiere.

Questa quantificazione quesi ingegneristica ha permesso di avere un quadro più dettagliato dell’attività del cervello quando non viene eseguito alcun compito connesso con l’ambiente esterno (detta “condizione di riposo”, resting-state). Nel confronto tra bimbi autistici e non, a condizioni di riposo il cervello autistico sembra produrre maggior informazione interna, nonostante il fatto non fosse occupato da particolari compiti.

Non è la prima ricerca che mette in evidenza le singolari caratteristiche del cervello di un autistico, già in precedenza ad esempio ho riferito (puoi approfondire qui) della scoperta sulle anomale dimensioni del loro cervello. Qualche dubbio sulle conclusioni dei ricercatori sorge perché le analisi si basano su piccoli campioni, cioè un gruppo di controllo di 10 bimbi e un gruppo sperimentale di soli 9 autistici e, tra le altre cose, Asperger che differiscono dalla tipologia autistica indicata da Kanner (dai un’occhiata qui per conoscere la storia della scoperta dell’autismo fatta quasi contemporaneamente da entrambi). 

Altra perplessità sta nella scelta di utilizzare il termine introspezione per riferisi all’attività interna del bambino. Il fatto che il cervello di un bimbo autistico sia più attivo in una condizione di apparente relax non significa che abbia un maggior grado di introspezione, cioè la capacità di autosservare stati interni. In effetti, è persino azzardato supporre che un autistico possa effettuare un’operazione metacognitiva di questo tipo. 

Infine, la ricerca può essere un’ulteriore conferma della Teoria del Mondo Intenso (Intense World Theory), la quale spiega l’autismo come ad una neuropatologia caratterizzata da un iperfunzionamento di microcircuiti neuronali locali. Si ipotizza che questi microcircuiti iperattivi diventando autonomi e ridondanti siano responsabili delle conseguenze cognitive alla base dell’autismo, come l’ipersensibilià, l’eccesso di attenzione in specifici dettagli, la memoria anomala e la problematica regolazione emotiva.

link all’articolo di ricerca su Frontiers in Neuroinformatics

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...