Un algoritmo per leggere le espressioni facciali

C’è un affascinante articolo del New York Times sulla lettura delle emozioni facciali attraverso i recenti sviluppi tecnologici. Basta una videocamera e un sofisticato software per il riconoscimento delle principali emozioni umane.

Forse non ne siamo pienamente consapevoli eppure non facciamo altro durante il giorno che leggere le espressioni facciali del nostro interlocutore ancora prima che scambiare due parole. E’ un comportamento attuato sin dalla nascita, siamo affamati di sapere cosa provi e che intenzioni abbia chi ci sta davanti. Sono segnali, allarmi, sirene, suggerimenti, espedienti, scappatoie che dal mondo interno del corpo dettano l’agenda delle nostre operazioni relazionali.

E’ importante sapere anticipatamente le intenzioni dell’altro perché ciò ci consente di produrre rapide ipotesi sulla qualità del rapporto in corso. Nell’articolo del NYT viene messo in evidenza il problema della privacy, quando il desiderio di conoscere le intenzioni dell’altro supera i confini del consenso e “ruba” dati utilissimi per essere sfruttati da diversi attori sociali come i pubblicitari, i politici o il sistema giudiziario.

FACS-Paul-Muscles

Funziona con una videocamera e un software sofisticato che sono in grado di decodificare le microespressioni facciali etichettando in tempo reale gli stati emotivi che affiorano sul volto durante una sequenza di azioni. Questi dati servono a ottimizzare l’ambiente interattivo tra uomo e macchina (dai un’occhiata al concetto di brain computer interface), ad esempio come succede nei nuovi giochi interattivi che utilizzano le informazioni dell’elettroencefalogramma tramite un’apposita cuffia, posizionata sul capo del giocatore, che durante il gioco registra e invia gli eeg via wireless al pc, il quale elabora le informazioni e le implementa nella simulazione (ad esempio, uno stato emotivo “noioso” innesca uno scenario inaspettato nel gioco).

Oggi, agenzie specializzate come Affectiva nel Massachussets o Emotient a San Diego sono in grado di mettere a disposizione sofisticati programmi che non necessitano di alcun kit ingombrante, basta solo una comune cam per analizzare le espressioni emotive della faccia. Dietro questi prodotti ci sono ricerche fondamentali di neuroscienze e scienziati di fama mondiale, come Paul Ekman, celebre ricercatore che ha individuato e definito sistematicamente le 6 emozioni fondamentali nell’uomo. Ekman ha anche ideato un sistema di codifica delle emozioni facciali (FACS) adottato in tutto il mondo che ha ispirato la famosa serie tv Lie to me.

rabbia

C’è da sottolineare che l’affidabilità del riconoscimento non è certa al 100% né le emozioni etichettate possono essere sufficienti per comprendere stati cognitivi complessi come ragionamenti astratti o stati affettivi.

Abbinati ai programmi di analisi della voce, questi software però possono migliorare il rapporto con la macchina ed aprire incredibili scenari nel mondo del lavoro, della medicina o dell’educazione. Potete immaginare cosa significhi poter prevedere in anticipo le scelte dell’utente, “intravvedere” le decisioni di un politico, ricevere un rapporto “precognitivo” sulle intenzioni di un terrorista. Le applicazioni sono enormi e su vasta scala anche se, da un altro punto di vista, inquieta il possibile uso orwelliano dei dati sensibili che riguardano le percezioni, i ricordi, le preferenze o le idee del cittadino.

Provate ad immaginare se questo genere di informazione venisse combinato con altri dati provenienti dai canali più disparati (ricerche di mercato, il volume di dati dei social network, le cartelle cliniche, i test genetici, etc.). Elaborati con potenti elaboratori computazionali il passo è breve per generare protocolli di personalità statisticamente prevedibili e “controllabili”.

Ma al di là degli scenari prematuri, il valore euristico di queste informazioni è promettente. In ambito psicoterapeutico sarebbe un’ottima fonte di informazione soprattutto nei momenti di supervisione (la discussione periodica dei casi clinici tra colleghi) o di diagnosi come per l’ampia categoria di pazienti alessitimici o per l’autismo. Forse ciò che non riesce al nostro occhio seppure allenato dall’educazione e dall’intuito biologico nel riconoscere emozioni di base, riesce alla tecnologia in maniera ultrarapida, miniaturizzata ed eccitante.

link all’articolo sul NYT

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3 pensieri su “Un algoritmo per leggere le espressioni facciali

  1. Davvero sorprendente l’esistenza di un software in grado di analizzare le espressioni facciali. Bello! Ci sono molte tecniche, oltre a quelle di Ekman, su cui si basano questi software. In Italia abbiamo un laboratorio all’avanguardia sull’interpretazione delle espressioni del volto, NeuroComScience.

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