Tempo lineare o ciclico

neurocicle

E se provassiamo a concepire il tempo in modo circolare? E’ questo che si sono chiesti due ricercatrici di marketing per capire come far risparmiare soldi alla gente.

Vi parlo di una ricerca disegnata per aiutare gli americani a risparmiare, consumatori (e dissipatori) di soldi per eccellenza nel mondo capitalistico occidentale. Come si fa a risparmiare? Le due ricercatrici Leona Tam e Utpal Dolakia della Rice University ritengono che prospettare il tempo in modo circolare anziché lineare possa essere utile psicologicamente per non procrastinare ulteriormente il momento del risparmio.

Incoraggiare la gente a vedere in modo ciclico il tempo sollecita ad attuare con più costanza schemi comportamentali. Se vuoi risparmiare, è meglio pianificare progetti più concreti e accurati, al contrario dell’approccio lineare in cui spesso si ricorre ad argomenti più astratti che riducono lo spessore operativo del progetto. Inoltre, chi ha in mente una prospettiva temporale lineare spesso è troppo ottimista verso il futuro perché non potrà che essere migliore del presente. E’ un bias cognitivo che favorisce la tendenza a rinviare ciò che potresti fare subito perché “ho ancora tempo per far soldi, risparmiarli e spenderli in futuro”. Vedere le cose in modo circolare, in un certo senso, fa sì che le conseguenze dei nostri comportamenti siano percepite molto più vicine e ti rende meno ottimista ma più pragmatico e prudente.

Un atteggiamento mentale (mindset) ciclico ti aiuta a pensare la vita come ad un insieme di esperienze ricorrenti e interdipendenti. Negli esperimenti della ricerca coloro i quali sono stati spinti ad adottare una strategia temporale lineare conservavano nel mese successivo meno soldi rispetto a chi impiegava un metodo ciclico, focalizzato in routine ripetute nel tempo.
In un esperimento calato nella realtà quotidiana, nelle due settimane successive all’apprendimento delle due prospettive temporali, il primo gruppo risparmiava dai 130 ai 140 dollari, il secondo gruppo di partecipanti con mindset ciclico era in grado di mettere da parte in media 223 dollari cioè l’83% in più. Progettavano in maniera più concreta, erano meno ottimisti verso il futuro e quindi più attenti alle conseguenze delle loro azioni.

Trovo molto stimolanti le differenze di mentalità ciclica o lineare che possono condurre a orientarsi selettivamente: 1) verso il presente o il futuro, 2) verso progetti concreti o astratti, 3) in un’ottica clinica, verso interpretazioni narrative o causali e progressive, 4) verso una maggiore o minore enfasi alle costanti (spesso ingiustamente sottovalutate) in un contesto caotico difficile da decifrare.

Quel terzo punto è curioso perché spesso si ritiene che la psicoterapia sia una pratica fondata sul dialogo “specializzato” lungo un percorso lineare il cui scopo nel futuro sia soltanto il cambiamento. Tutti noi siamo portati a pensarci in una direzione progressiva del tempo, accumulatori di conoscenza e di errori ci sentiamo proiettati quasi in una mitica condizione finale in cui staremo meglio o per lo meno capiremo di più. Eppure molto spesso, in psicoterapia lo scopo è quello di ricostuire ridondanti scene familiari, ritrovare conferme alle ipotesi che guidano la nostra esperienza e ristabilire le giuste dosi emotive nelle relazioni che più contano. La prassi narrativa, ciclica, tematica, è presupposto alle “novità” che mettono a rischio i nostri “risparmi” psicologici.

link all’articolo di ricerca

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