Adotta un teschio!

hyrtlsos-660x403Il Mütter Museum di Filadelfia invita il pubblico ad adottare un teschio. Sì, avete letto bene, stiamo parlando di una collezione medica di 139 teschi raccolti nell’Ottocento dall’anatomista viennese Joseph Hyrtl che li studiò per dimostrare la non scientificità della frenologia, disciplina psicologica allora molto in voga.

Potete dare un’occhiata al catalogo che trovate qui che, oltre al valore culturale, racchiude storie interessanti. Nella scheda di ogni esemplare infatti trovate le indicazioni biografiche essenziali della persona da cui proviene il teschio, come la nazionalità, il sesso, l’età del decesso e la causa. Ad esempio troviamo il teschio di un acrobata che purtroppo a seguito di una caduta fatale si ruppe il collo, c’è quello di un anziano signore armeno che tentò il suicidio tagliandosi la gola ma “sopravvisse sino agli 80 anni e senza melancolia“, oppure il teschio di Andrejew Sokoloff affiliato ad una setta russa che praticava la castrazione a coloro che manifestavano comportamenti lussuriosi empi. Secondo la registrazione del museo, sembra che morì “autocastrandosi” .

Ecco l’annuncio che trovate sul sito del museo:

Sii tra i primi ad adottare uno dei 139 teschi del dottor Hyrtl. Salva 150 anni di storia anatomica ed il tuo nome sarà ricordato tra i donatori del Mütter Museum! Puoi aiutarci a conservare e preservare un teschio diventando lo sponsor con una sottoscrizione annuale di 200 dollari. Il tuo contributo compenserà i costi relativi alla pulizia, la riparazione e il rimontaggio delle scatole craniche. Inoltre, la tua sottoscrizione sarà segnalata nella permanente Esibizione dei Teschi di Hyrtl del Mütter Museum.

I teschi fanno parte del museo dal 1874 e solo 14 di essi erano di donne. Moltisaveourskullsimg2 morirono per suicidio, esecuzioni capitali o per gravi patologie, nella povertà o in carcere, condizioni che facilitavano la concessione dei resti ad Hyrtl senza le resistenze dei parenti. Un’usanza che all’epoca era normale, ma che oggi sarebbe immorale oltre che legalmente proibita. 

Hyrtl studiava i teschi per dimostrare che la frenologia fosse una disciplina pseudoscientifica. I frenologi sostenevano che ad ogni facoltà mentale corrispondesse un organo nel cervello. Siccome nell’età dello sviluppo le ossa del cranio non sono del tutto solide, i frenologi ritenevano che ciascun organo durante lo sviluppo potesse imprimere un bernoccolo specifico nella scatola cranica. Il compito del frenologo era quello di tastare la superficie del cranio e interpretare  i “bernoccoli”  in una specie di processo semeiotico neuropsicologico per stabilire quale fosse la dimensione psichica più sviluppata, ad esempio la Generosità, l’Aggressività o l’Altruismo, che determinava complessivamente l’intero carattere.

Per motivi religiosi Hyrtl riteneva che fossero sbagliati i presupposti teorici della frenologia. Devoto cattolico, non poteva accettare che il cranio potesse dare “forma” coi suoi bernoccoli alla mente. La mente umana è frutto del disegno di Dio e non delle cause naturali che agiscono su ogni parte del corpo come appunto le ossa del cranio. Ma volle anche dimostrare che le scatole craniche della popolazione caucasica europea non fossero speciali rispetto a quelle delle altre etnie, come supponevano razzisticamente i frenologi.

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Sembra che per motivi economici dovette vendere la sua collezione e nel 1874 il Mütter Museum di Filadelfia l’acquistò per 6.410 talleri austriaci, una cifra corrispondente a 4.800 dollari di allora.
Oggi, sono i teschi ad aver bisogno di soldi per essere restaurati e ricomposti. In tempi di durissima crisi economica, posso capire la vostra indisponibilità a versare una donazione, ma la storia racchiusa in questa collezione spero che attragga il bernoccolo della vostra curiosità.

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