Luci ed ombre della superstizione

neuromancer di mauro

Perché esiste la superstizione ed è così diffusa? Nella trasmissione televisiva Un pomeriggio da campioni su Raisport1 mi hanno invitato a parlare sulla scaramanzia e gli scongiuri tra i giocatori di calcio (dal 51° min, venti minuti circa). I tempi televisivi sono brevi per poter tradurre concetti così complicati in chiare e poche parole.

Provo a fare un riepilogo:

  1. La superstizione è così diffusa perché regge sostanzialmente sul pensiero magico.
  2. Il pensiero magico è un misto di invenzione e di allucinazione con cui facciamo saltare i confini tra realtà e immaginazione.
  3. Durante lo sviluppo sino ai 6/7 anni, caratterizza l’attività mentale infantile.
  4. L’adulto non perde o accantona del tutto il pensiero magico.

Per quale motivo non viene abbandonato del tutto il pensiero magico? Perché quando cerchi di risolvere un problema (principale attività quotidiana della tua mente) ricorri a diverse strategie in base ai dati disponibili in quel momento. Quando i tempi sono stretti e hai poche informazioni per evitare lo stallo ricorri a “scorciatoie” mentali, euristiche, collegamenti improbabili, ingigantisci o selezioni scenari alternativi. In altre parole, cerchi di ricucire la trama della tua storia quotidiana che non riuscivi a controllare e ad identificare.

Puoi approfondire questo aspetto leggendo l’articolo su un’analisi psicologica della superstizione.

C’è poi una osservazione importante che durante la conversazione televisiva è emersa: “chi compie gesti e rituali scaramantici, non ci crede ma li esegue lo stesso“. E’ come se ci fosse un interruttore, quando partecipi intensamente in una sfida dal risultato imprevedibile automaticamente azioni meccanismi di pensiero rapidi e “senza pensarci”. Daniel Khaneman, in un bel libro che consiglio di leggere [clicca qui], ti direbbe che il Sistema 1 (veloce, automatico, non accessibile alla coscienza) dato che favorisce un vantaggio psicologico e tempistico prende il sopravvento sul Sistema 2 (lento, riflessivo, logico).

Puoi approfondire dando un’occhiata all’articolo che ho scritto sui due tipi di pensiero.

Allora è una buona cosa essere superstiziosi? Fino ad un certo punto. Il rischio è che non ci sia integrazione col pensiero critico e imponiamo personali interpretazioni sul funzionamento delle cose in ogni settore della quotidianità e agli altri. Puoi immaginarti al centro di un cosmo brulicante, fantasmagorico, ricco di inverosimili connessioni. Ma non perdere mai di vista un livello inviolabile, una base di partenza cui è necessario ritornare.

Un livello inviolabile che può essere ridiscusso, arricchito, ma mai abbandonato a favore di una crescente paranoia.

link al programma su Raisport1 dal minuto 00:51:00 al 01:09:00

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Un pensiero su “Luci ed ombre della superstizione

  1. Aggiungerei alla brillante esposizione del collega che il pensiero magico ha le sue radici nelle esperienze infantili più precoci e nelle fantasie allora costruite emotivamente molto cariche. Quando perciò ci troviamo in uan situazione che per molte ragioni , fra cui anche quelle illustrate dal collega, rievoca, anche se in modo del tutto inconsapevole, quelle emozioni e quelle esperienze spesso riemerge anche il “pensiero magico” che di esse fa parte. Si tratta di un problema affascinante e complesso per il quale ovviamente non bastano poche righe. Donatella Fiocchi

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