I bambini autistici copiano di meno

imitazione 

I bambini imitano fedelmente le azioni delladulto mentre utilizza un oggetto nuovo, cioè riproducono sia le azioni necessarie sia quelle inutili. Se i bimbi “iperimitano”, i bambini autistici invece imitano soltanto l’essenziale.

La ricerca del dott. Marsh e colleghi si è basata sul confronto di 31 bimbi autistici con altri 30 bimbi con sviluppo normale. Ai bambini è stato chiesto di osservare una persona mentre estraeva un giocattolo da una scatola confezionata oppure, in un’altra sessione, mentre costruiva un oggetto semplice. Durante l’esibizione, l’adulto ha eseguito un atto non necessario (come toccare due volte la sommità della scatola). Successivamente è stato chiesto ai piccoli di aprire la scatola o di costruire il giocattolo (in entrambi i casi, ripristinati allo stato originario lontani dalla vista dei bimbi). Infine, i piccoli hanno riosservato l’adulto mentre eseguiva una alla volta le sequenze d’azione e dovevano giudicare ciascuna in base ad una scala di valutazione ad intervallo di 5 punti, da “corretta” a “sciocca”.

Tutti i bambini hanno svolto bene i compiti assegnati e il 97% dei bimbi autistici ha centrato in pieno l’obiettivo. Però i ricercatori hanno scoperto che i bimbi con sviluppo normale copiavano anche le azioni non necessarie (43-57%), mentre gli autistici “filtravano” le sequenze omettendo quelle inutili allo scopo (22%). E il test di discriminazione delle azioni era più difficile per i bimbi autistici.

In sostanza, i bambini con sviluppo normale copiano azioni sia necessarie che inutili e ne sono consapevoli. Non si tratta di un semplice apprendimento causale sull’uso di oggetti comuni. Si tratta di un fenomeno sociale, secondo i ricercatori.  Una delle spiegazioni risiede nei meccanismi sociali che regolano le relazioni umane, ad esempio la spinta a creare un legame con l’adulto o la tendenza a rispettare le norme convenzionali su come ci si comporta.

Gli autistici d’altra parte non avevano problemi motori e le azioni da imitare erano piuttosto semplici. Nè tanto meno la loro scelta di imitazione rispecchiava un problema di ragionamento causale, per cui i bimbi autistici selezionerebbero solo quelle azioni che servono per ottenere degli effetti specifici omettendo quelle inutili. Infatti sbagliano nei test per discriminare le azioni causali da quelle inutili. In fondo, l’imitazione e la spontaneità a simulare il comportamento dell’altro è un tratto problematico che contraddistingue l’autismo.

Secondo gli autori della ricerca, la differenza è data dalla ridotta motivazione sociale dei bimbi autistici, in una diminuita motivazione a relazionarsi o a conformarsi alle norme condivise. E’ come se questi bambini volessero risolvere al più presto un compito senza condividerlo con chi lo circonda, senza chiedere un aiuto o l’approvazione per il risultato raggiunto.

In conclusione emergono due aspetti: 1) i bambini autistici imitano meno fedelmente rispetto ai loro coetanei e questa differenza è compatibile con una motivazione sociale compromessa nella sindrome autistica, 2) quando si apprende, l’imitazione diventa più complessa alla luce della natura sociale dell’apprendimentoa prescindere dall’oggetto specifico di studio.

Il primo aspetto è un po’ controiuntuitivo perché un bambino autistico in genere quando apprende una sequenza di azioni la esegue fedelmente ed è difficile che ne ometta qualcuna. Ma, come suggeriscono i ricercatori, quando eseguono un compito che hanno faticosamente appreso per imitazione, lo scopo è quello di concluderlo velocemente a prescindere dal contesto sociale. La loro è una missione robotica.

Il secondo aspetto suggerisce qualcosa di più rispetto all’analisi sociale e cioè che i bimbi osservano e riproducono l’azione dell’adulto fedelmente, se ne appropriano e soltanto dopo tralasciano le azioni inutili. Insomma, sono predisposti ad imparare mettendosi nei panni dell’altro prima ancora di eseguire in prima persona e “personalizzare” l’esecuzione. È una dinamica tipica dell’uomo ed è un processo metacognitivo estremamente sofisticato e ammirevole.

I nostri piccoli discendenti non si lasciano sfuggire nulla, copiano fedelmente. Addirittura imparano a formulare ipotesi sulle azioni “sciocche”, perché in fondo i bimbi piccoli paradossalmente imparano presto a non fidarsi dell’adulto, perché dietro alla facciata ci può essere nascosto qualcos’altro.

ResearchBlogging.orgMarsh, L., Pearson, A., Ropar, D., & Hamilton, A. (2013). Children with autism do not overimitate Current Biology, 23 (7) DOI: 10.1016/j.cub.2013.02.036

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