L'autismo in Italia

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In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo segnalo una puntata radiofonica del programma Melog di Gianluca Nicoletti, giornalista e scrittore che tanto tempo fa seguivo nel fantastico programma radiofonico Golem. Da poche settimane ha dato vita ad un blog dedicato all’autismo, uno spazio “mentale” aperto alle esperienze di tutte le famiglie che conoscono questo problema (e non solo). Il blog è stato ideato da Nicoletti dopo la pubblicazione recente del suo bel libro, Una notte ho sognato che parlavi, in cui parla del rapporto con il figlio adolescente autistico. (Puoi trovare un utile introduzione al libro nella puntata radiofonica di Barbara Alberti, cliccando qui

Stamattina, Nicoletti ha dedicato la puntata all’autismo approfondendo alcuni aspetti con i suoi ospiti, tra i quali la natura neurobiologica dello spettro autistico, alcuni numeri statistici, le problematiche economiche e sociali per le famiglie.  È interessante l’analisi sui numeri del prof. Luigi Mazzone quando afferma che il rapporto statistico dei bimbi autistici a un anno e mezzo è di 1 su 1000, tra i 3 e i 6 anni è di 6 su mille, mentre dagli 8 anni in poi è di oltre 1 su 100. In sostanza, non è facile diagnosticare l’autismo precocemente, il problema si manifesta all’interno di una sindrome di comportamenti che possono confondersi con altre sindromi neuropsicologiche e talvolta i sintomi non vengono facilmente identificati in modo corretto dal pediatra o dal neuropsichiatra di turno. È pure degno di nota l’osservazione che riguarda il rischio di sentir parlare di “autismo infantile” come se dopo l’infanzia il problema autistico sparisse. Con la crescita l’autismo non scompare affatto e, al contrario, aumentano le difficoltà psicologiche, fisiche, economiche e sociali dei genitori (che nel frattempo invecchiano).

Nella discussione radiofonica, vengono inoltre dichiarate definitivamente infondate le bufale sulle cause e i trattamenti miracolosi dell’autismo, ad esempio il legame inconsistente con i vaccini (qui puoi avere una analisi dettagliata) e le fantomatiche interpretazioni psicoanalitiche del bambino autistico. In ultimo, mi preme sottolineare l’osservazione sacrosanta sull’assurda gestione scolastica del problema autistico (le statistiche rivelano che in media un bambino su 100 è collocabile all’interno dello spettro autistico e in Italia sono 400.000 le famiglie coinvolte). Attualmente in una classe ci sono tre tipi di figure che possono affiancare un bimbo autistico: l’insegnante di sostegno, l’AEC, l’insegnante di ruolo. Nessuna di loro è preparata a realizzare un progetto specifico ed effettivamente utile per aiutare sul serio il ragazzo autistico (eccetto i casi individuali che per passione e serietà optano nel pagarsi personalmente una formazione ad hoc). Lo Stato Italiano attualmente stanzia ingenti somme di denaro per l’autonomia e la comunicazione dei soggetti diversamente abili come se la sola “vegetazione” fosse l’unico scopo che spetti loro di diritto.

Link della puntata di Nicoletti e link del suo blog sull’autismo
Link del libro di Nicoletti
Link di Barbara Alberti
Link di Marcoscan sulle vaccinazioni
Link su un mio articolo a proposito degli scopritori storici della sindrome autistica

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Un pensiero su “L'autismo in Italia

  1. Pingback: Affrontare l'autismo con l'ipad | Neuromancer

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