Filosofia o Psicologia?

socrate

In queste settimane si sta svolgendo il concorso per coprire il ruolo di insegnanti nelle scuole da quelle dell’infanzia e quelle superiori di secondo grado. Mi ha colpito scoprire che nelle scuole superiori un laureato in psicologia, superando i vari test della procedura concorsuale, può insegnare filosofia, psicologia e scienze dell’educazione  (classe A036). L’accostamento di filosofia e psicologia mi è sembrato strano e ora vi spiego perché.

Quando ho letto che uno psicologo potesse insegnare filosofia e viceversa nei licei di scienze sociali sono rimasto di stucco. Perché la filosofia? La psicologia viene associata alla speculazione filosofica? E’ vero che anni fa per laurearsi in psicologia era necessario iscriversi alla facoltà di filosofia. Ma stiamo parlando di qualche decennio fa e ormai esistono diverse decine di facoltà di psicologia, addirittura “fuse” con la facoltà di medicina e con programmi didattici decisamente differenti nei contenuti e negli scopi professionali.

Sia chiaro: nessuno vieta che un filosofo possa arricchire le sue lezioni “sconfinando” negli argomenti di psicologia. Io stesso, sono affascinanto da certe argomentazioni filosofiche dell’antica Grecia o degli empiristi inglesi. Tuttavia, il discorso acquista un altro significato rispetto a questa intercambiabilità tra filosofia e psicologia. Una scorretta affinità che riflette uno dei tanti miti che affliggono la psicologia, cioè che sia una disciplina umanistica senza solide basi scientifiche.

E dire che una delle difficoltà tipiche di uno psicologo è quello di imbattersi nella confusione di tanta gente nel distinguere lo psicologo dallo psichiatra, lo psicoanalista dallo psicoterapeuta. Una confusione rintracciabile tra amici, in tv, nei social network e persino tra i professionisti stessi del settore (sebbene per motivi più  di natura teorica). Ma queste figure professionali in fondo sono connesse da una preparazione affine e specialistica sulle emozioni, la mente e il comportamento dell’uomo, i cui interventi, differenziati, hanno come obiettivo la cura del disagio psichico e il benessere psicologico e sociale dell’uomo.

Scoprire che a livello istituzionale ed educativo ci sia ancora l’idea che la psicologia sia assimilabile alla filosofia (e viceversa) mi lascia sconcertato. Possibile che nessuno degli insegnanti si ponga qualche dubbio in proposito? Possibile che l’Ordine degli Psicologi lasci correre con imbarazzante indifferenza? In fondo, per insegnare la memoria, il sonno, la percezione, la coscienza etc. non è primariamente necessario ricorrere ad Aristotele o Wittgenstein, ma è disponibile una rigogliosa letteratura scientifica accumulatesi da oltre un centinaio di anni tra laboratori, università e centri di ricerca di tutto il mondo e la cua attualità è dirompente (si pensi alle neuroscienze).

Perché la faccio lunga? Perché la psicologia in Italia è una disciplina scientifica del ramo medico con gravi problemi di “identificazione” culturale e di riconoscimento istituzionale. Posso capire che non ci siano abbastanza soldi per pagare un insegnante per ogni materia. Ok, alcune discipline possono essere accorpate e rivelare una potenzialità didattica notevole (biologia e psicologia ad esempio).

Ma mettiamo fine a certe distorsioni culturali. La psicologia ha una storia, una metodologia e oggetti di studio diversi da quelli della filosofia. A partire dall’Ottocento, la psicologia come scienza psichiatrica è stata fondata da una serie di studi metodici, seri (magari alcune volte fuori le righe) rivolti alla comprensione della psiche dell’uomo per il trattamento dei disturbi mentali. Nel corso degli anni, l’acquisizione di conoscenze ha dimostrato un’impressionante capacità applicativa del sapere psicologico in numerosi ambiti, come quello sanitario, educativo, del lavoro, del marketing, della sfera politica, solo per citarne alcuni.

Eppure siamo ancora a questo punto: ragazzi che si iscrivono a psicologia perché amano filosofia, le facoltà di psicologia che sfornano psicologi con una preparazione per certi versi discutibile e migliaia di psicologi che per lavorare devono diventare cinesi. Si capisce quanto sia fuori dalla realtà italiana la proposta dell’istituzione dello psicologo di base. Eppure, dopotutto, Freud ha cominciato la sua carriera come neuro-istologo, analizzando cellule nervose dei pesci!

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4 pensieri su “Filosofia o Psicologia?

  1. Filosofia tutta la vita. E sarebbe giusto che la specializzazione in psicoanalisi potesse effettuarsi previo questo corso di laurea. Filosofia esiste da millenni, racchiude in sè un sapere completo, che forma la persona e ne fa un essere umano dotto e profondo. La Psicologia odierna, appunto, ha molto a che vedere con lo scientismo, entro cui l’animo umano non potrà mai essere racchiuso. Sono settori discinti, ma le fondamenta della Psicologia, si trovano nella cultura greca antica. La mitologia nasce dall’esigenza di rappresentare i vari stati d’Anima. Penso che sia fattibile per il laureato in filosofia insegnare psicologia, ma non il contrario.

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    • La psicologia non si occupa di animo umano, ma di ricerca e diagnosi. Nè tanto meno vuole rendere l’essere umano “dotto”. Studiare Esiodo, Omero o Ovidio non serve molto a comprendere i meccanismi attraverso i quali ad esempio una persona si “scompensa” o organizza anoressicamete la propria famiglia.
      Posso condividere in parte l’ultima constatazione, cioè che il laureato in filosofia possa esporre una (delle tante) storia filosofica della psicologia oppure un programma di filosofia delle scienze aperto allo psicologo sperimentale, ad esempio. E sono daccordo con te che uno psicologo non possa insegnare filosofia.
      Ma per ragioni, come puoi presumere, ben diverse dalle tue.

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  2. Indubbiamente meglio Filosofia. La psicologia (e i suoi rami) vuole atteggiarsi a scienza esatta ma l’unica cosa che può formulare sono congetture e schemi generici. Nessuno può perscrutare la mente degli esseri umani nemmeno lo stesso individuo su se stesso poichè i comportamenti e i pensieri umani sono soggetti a milioni di variabili e variazioni che nessuno può prevedere nè schematizzare a priori. La matematica è una scienza esatta, non lo è la medicina figuriamoci psicologia-psichiatria e varianti. Questi ciarlatani rovineranno la società del futuro se avranno più rilevanza nella società, come i maghi nel passato.
    Per pietà, quando la società sarà più sofisticata, la psicologia (la chiromanzia del nuovo millennio) andrà in cantina.

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