Perché siamo curiosi?


Ormai sono passati 10 giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico e dato che ci lavoro voglio dirvi alcune considerazioni. Quest’anno frequento due prime classi della scuola media, dopo 4 anni alle elementari. Come potete immaginare è tutto molto diverso. C’è il professore al posto della maestra. Diversi insegnanti che ogni ora si danno il cambio e spiegano nuove materie, in modo più sistematico e approfondito. Aumentano i libri, bisogna comprare nuovo materiale e si esce un’ora dopo rispetto a prima. Gli alunni hanno tutti 11 anni pieni, sono preadolescenti o, in alcuni casi, decisamente adolescenti.

Come ogni anno ci sono i soliti problemi scolastici. Riguardo la mia professione nelle scuole (assistente educativo), il problema principale è l’insegnante di sostegno che non è ancora stato assegnato o che dedica poche ore ai ragazzi che hanno dei problemi, a cui si aggiunge la (quasi) completa disattenzione del professore di turno, la surreale logistica scolastica (architettura, strumenti, aule, bagni etc.) che “aiutano” i problemi a permanere e magari a peggiorare.

5+3+5+5+4. No, non “sto dando i numeri”, vi riporto una riflessione compiuta in aula calcolando quanti anni di studio ho effettuato in passato. I ragazzi delle due prime dovranno passarne in questo edificio altri 3, soppesavo la cosa. La loro detenzione attraverserà quest’epoca della loro vita determinata da un cambiamento nella mente, nel corpo, nelle relazioni che forse non si ripeterà mai più con la stessa intensità. E mentre pensavo a tutto ciò sentivo la professoressa di scienze affermare che non sarebbero andati quest’anno in laboratorio dato che, essendo stato ristrutturato lo scorso anno, è meglio preservarlo ed evitare di provocare dei danni (“ci sono le vetrine che sono molto delicate“).

Ma la cosa che mi stupisce di più è la personale domanda che mi pongo a fronte di questi incontrovertibili scenari: ma cosa rende i nostri cervelli così curiosi? Il sapere ha bisogno di curiosità oltre che di accettazione passiva o nevrotica dell’impegno a studiare. Anche la scuola si basa su questo presupposto (ipocrita) che i bambini sono curiosi di conoscere. Noi adulti, impieghiamo molto del nostro tempo a curiosare in cose che d’altra parte sono spesso addirittura improduttive. Leggiamo articoli o racconti di persone che non incontreremo mai, vogliamo sapere di questioni che non sono utili, pratici per il nostro interesse immediato (molto spesso nemmeno per un interesse rinviato), andiamo in posti cui non torneremo. E’ come se volessimo sapere per il solo sapere. Chiedere, indagare, approfondire, accumulare conoscenza senza riceverne un evidente vantaggio. Anzi, alle volte la consapevolezza di certi meccanismi nascosti delle vicende umane o dei fenomeni naturali scatena emozioni e considerazioni soltanto negative.

Da un punto di vista evolutivo è un mistero. In parole semplici, noi dovremmo badare a sopravvivere (la sicurezza economica, il lavoro, la casa etc) e a riprodurci (costruire legami e formare una coppia fertile). Perché questi inutili sforzi per il solo sapere? Perché perdere tempo o costringere già i piccoli a saper scrivere  in corsivo, distinguere un complemento da un altro, saper leggere “con passione”, scrivere un tema senza uscire fuori tema, saper calcolare il teorema di Pitagora, apprendere il francese, disegnare progetti tecnici, imparare la geografia di paesi dall’altra parte del mondo, studiare ragionamenti di filosofia, poemi scritti secoli fa, apprendere la fisica newtoniana e imparare da chi ci ha preceduti, da antologie, da estratti di opere di cui non sappiamo quasi nulla della personalità dell’autore?

Tom Stafford su BBC Future, sostiene che la curiosità può essere spiegata con la neotenia, sarebbe a dire la tendenza a mantenere per un ampio arco temporale i tratti morfologici e fisiologici tipici dei giovani. Siamo più a lungo giovani rispetto agli altri mammiferi. Avere meno capelli o un cervello più grande in proporzione rispetto al corpo sono caratteristiche neoteniche. Il gioco e la curiosità sono tipici tratti neotenici. Ma c’è altro: occorrono venti anni circa prima di diventare ufficialmente adulti rispetto agli altri animali. L’infanzia, la fanciullezza, l’adolescenza, la prima giovinezza, sono fasi di un arco temporale inedito rispetto a quanto avviene alle altre specie. Un lungo periodo ricco di cambiamenti, di novità, di curiosità. Un periodo in cui siamo più deboli, meno autonomi ed esibiamo un notevole impegno nell’esplorazione e nell’apprendimento (con velocità straordinarie che nemmeneno un computer della Nasa riesce ad emulare).

E’ come se vi fosse stata una deviazione rispetto alle altre specie e l’evoluzione abbia detto: bene, per un bel pezzo sarai debole, indifeso, senza esperienza, dipendente dalla disponibilità degli altri. Adesso, se non vuoi soccombere ti conviene darti da fare, esplora e apprendi! Anche se poi ci rendiamo conto che andiamo incontro a tante fonti di dati e immagini, di pubblicità, di pettegolezzi, di dietrologie, di complottismi, di saperi multiformi e mai unitari, che cambiano e risultano falsificati, veri o virtuali, possibili o immaginari, noi continuiamo a “ficcarci il naso” e curiosare. Qualcosa di buono ne verrà fuori alla fine della giornata. Forse non con la stessa spregiudicatezza degli anni infantili. Il vantaggio di una volta non è poi così assicurato.

Nella mia esperienza clinica, i pazienti depressi ne sono un’illuminante esempio con il loro empirico pessimismo, troppo iperazionalista. Tanto tutto verrà perso, tanto non servirà a nulla. Meglio lasciare che si accumuli la palta su quelle vetrine in laboratorio. Nel luogo simbolo dell’apprendimento, la scuola, dove milioni di cervelli vanno ogni mattina, spero che ci sia talvolta qualche incosciente che apra una finestra e faccia entrare aria nuova.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...