La scoperta dell'Autismo

ResearchBlogging.orgC’è un intrigante giallo su chi abbia scoperto per primo l’autismo. Lo psichiatra Fitzgerald (2008) sostiene che uno dei due pionieri dell’autismo – Leo Kanner – possa aver plagiato il neurologo austriaco Asperger, primo ad aver fornito una descrizione esauriente della sindrome omonima. Ufficialmente Leo Kanner ha pubblicato nel 1943 l’articolo sull’autismo e Asperger l’anno dopo, nel 1944. Però Kanner non avrebbe fatto riferimento ad un antecedente articolo di Asperger del 1938, Das psychisch abnorme kind, nel quale è fornita una prima descrizione completa del disturbo autistico. I ricercatori sospettano che Kanner abbia avuto modo di leggere l’articolo e se ne sia servito per individuare e definire le caratteristiche descrittive della sindrome che da lui prende il nome.

Ma partiamo dagli inizi. Per prima cosa c’è l’insolita pubblicazione ravvicinata degli articoli in cui entrambi i dottori descrivono sistematicamente la sindrome autistica (Asperger 1944; Kanner 1943), senza che apparentemente l’uno sapesse dell’altro. Inizialmente gli storici hanno constatato che Asperger credesse che il primo a descrivere “l’autismo infantile” fosse stato Kanner. Ma Fitzgerald in ‘History and First Descriptions’ (In J.L. Rausch, M.E. Johnson, M.F. Casanova, Asperger’s disorder, 2008) afferma che “a causa della Seconda Guerra Mondiale non era possibile che Asperger fosse consapevole del lavoro di Kanner”. Poi è stato scoperto che già nel 1938 Asperger ha pubblicato un primo articolo in cui descriveva la sindrome.

Attenzione, Morgan ci ricorda che entrambe le descrizioni, la psicopatia autistica nella fanciullezza in Asperger e i disturbi autistici innati del contatto affettivo in Kanner, non siano in fondo del tutto originali perché:

“[probabilmente] nessuno di loro era consapevole della ricerca dell’altro e del fatto che usassero lo stesso termine per descrivere la sindrome autistica. Termine comunque fu in realtà coniato per la prima volta da Bleuler [a lui si deve l’attualissima descrizione nosografica della schizofrenia] nel 1911 per descrivere con la scarsa relazione tra il paziente e il mondo esterno e il ritiro in se stesso la sindrome della schizofrenia. Il termine è stato ricavato dalla parola greca autos che indica il sé”

Argomentazione che può spiegare l’uso contemporaneo di “autistico”, ma non assolve del tutto Kanner. Allora, se Asperger pubblicò il suo articolo nel 1938 siamo sicuri che Kanner non sapesse nulla del lavoro del collega europeo? Fitzgerald prende in considerazione l’ipotesi che Kanner avesse avuto contatto con un medico che, per mettersi in salvo dai pericoli della guerra, si era rifugiato negli States e aveva portato con sé una copia dell’articolo di Asperger. Si calcola che oltre 200 furono i medici che approdarono in America! Senonché non bisogna dimenticare che Kanner, essendo nato e vissuto in Austria, sapesse parlare il tedesco, lingua del collega austriaco. Feinstein (A history of autism: Conversations with the pioneers. London: Blackwell. 2010) giunge alla conclusione che in base a questi fatti “Asperger possa aver preceduto la descrizione di Kanner”.

Fitzgerald afferma che Kanner dovette essere consapevole del lavoro di Asperger perché nel suo articolo inizia con la frase: “Sin dal 1938 fu sottoposta alla nostra attenzione una categoria di bambini…” (Fitzgerald, 2008). Nel 1938 Asperger ha pubblicato un primo articolo sull’autismo. Tuttavia, Fitzgerald aggiunge che Kanner vide il suo primo caso di autismo nel 1938 e quindi potrebbe essersi riferito al paziente piuttosto che alla pubblicazione di Asperger. Rimane il dubbio se Kanner sia stato in grado di poter osservare il caso di autismo grazie ad una lettura anticipatrice di Asperger, così sapeva cosa cercare… Ma non finisce qui: ci sarebbe un altro ragazzino che Kanner vide nel novembre del 1935 di cui descrisse i sintomi autistici (Kanner, 1943). Ma Feinstein sottolinea che probabilmente Kanner si riferì all’autismo nel senso datogli da Bleuler, cioè come caratteristica diagnostica della schizofrenia.

Infine il colpo di scena: la figlia di Asperger, Dr. Maria Asperger Felder, intervistata da Feinstein ha dichiarato che suo padre abbia utilizzato il termine “autistico” nel 1934 in alcuni lettere ai colleghi nei viaggi a Leipzig e Postdam in Germania (presumibilmente nel senso moderno e non schizofrenico). Ella cita infatti una lettera datata il 14 aprile del 1934 nella quale il padre scrive delle difficoltà sulle definizioni diagnostiche suggerendo la possibilità di utilizzare il termine “autistico”. Feinstein inoltre ricorda che Kanner, essendo nato nello Stato austro-ungarico, conoscesse bene il tedesco, la lingua con la quale Asperger scrisse unicamente i suoi articoli…

La questione rimane aperta. Apparentemente sembra che, in base ad alcuni elementi, Kanner non sia stato del tutto originale. Ma esiste nella storia della scienza una scoperta del tutto originale? Ho i miei dubbi. Entrambi i dottori dettero un fondamentale contributo nella loro disciplina. Successivamente, le ricerche hanno differenziato le sindromi da loro descritte, per cui la sindrome di Asperger presenta caratteristiche neuropsicologiche differenti da quella delineata da Kanner, sciogliendo i nodi storici della questione. In fondo lo stesso Darwin ebbe un concorrente in Wallace. E poi, una scoperta spesso può avvenire anche a grandi distanze tra individui, concentrati nella loro ricerca senza sapere della coincidenza. Mi affascina e sgomenta il fatto che migliaia di individui, affetti da questa drammatica e ineffabile sindrome neuropsicologica, siano stati nell’ombra per tanto tempo. Non tanto perché nessuno fino al quel momento indagò. Piuttosto per il fatto che in fondo gli stessi soggetti autistici hanno contribuito a tale trascuratezza con il loro insondabile modo di vivere in una meccanica solitudine.

Chown, N. (2012). ‘History and First Descriptions’ of Autism: A response to Michael Fitzgerald Journal of Autism and Developmental Disorders DOI: 10.1007/s10803-012-1529-5

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