Pieno di Fiori

Un intero ospedale psichiatrico, il Massachusetts Mental Health Center (MMHC), doveva essere demolito per far posto ad altre strutture pubbliche. Ma prima della demolizione è stato riempito di fiori in un’installazione d’arte per ricordare questo luogo, in passato “pieno di speranza e di dolore”.

La chiusura è stata un’occasione di riflessione per ricordare che L’MMHC è stato operativo per novant’anni, ha accolto migliaia di pazienti e di professionisti. Come commemorare un luogo così simbolico ed espressione di tanta umanità? Anziché i convegni convenzionali o le solite targhe, come far partecipare il pubblico per stimolare un’esperienza degna dell’unicità storica dell’edificio? A questa domanda ha dato risposta l’artista Anna Schuleit che ha realizzato qualcosa di unico. Una invasione di fiori.

 

Quando si recò nella struttura infatti per un sopralluogo fu colpita di non trovare traccia di colore e di vita. Essendo un luogo di guarigione, il vuoto interno, i corridoi consumati e gli opachi dipinti appesi alle pareti, richiedevano “una rispettosa infusione di speranza“.

Con soli tre mesi di progettazione e un piccolo budget, la Schuleit con un grosso team di volontari ha messo in atto una massiccia installazione d’arte pubblica. Circa 28.000 fiori piantati in vaso hanno riempito quasi ogni angolo di ogni piano dell’MMHC, corridoi, trombe delle scale, uffici e persino una piscina, “per portare un po’ di vita con un mare di fiori“. Il pubblico poteva visitarlo per 4 giorni, “il tempo necessario per riflettere e rifiorire“.

 

Un’intelligente iniziativa civile per un luogo che ha accolto il mondo invisibile di tanti uomini. Il regno del sogno e della solitudine di tante esistenze, prima di essere distrutto, grazie ai profumi e i colori ha ricevuto quel riconoscimento civile, che forse solo la morte riesce per un attimo ad evocare con delicata nobiltà in questa società distratta verso la sofferenza mentale. Un gesto toccante e bello che solo l’arte può concederci.

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4 pensieri su “Pieno di Fiori

  1. Ma sai che comincio a crederci in questa cosa? L’aspetto tetro e privo di vita di ospedali, luoghi di degenza,luoghi di lavoro, luoghi di studio è veramente un ostacolo a tutto. Alla guarigione, al lavoro, allo studio. Siamo naturalmente portati alla bellezza…

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    • Sono pienamente d’accordo con te. Il problema è farlo capire ad ingegneri, architetti, geometri, politici, costruttori, compratori. Magari ribatteranno che ciò che conta è la “funzionalità”.
      Però, la bellezza è personale… 😉

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  2. davvero un atto straordinario da parte di anna schuleit…questo tipo di riconoscenza è davvero rara da trovare nella vita di tutti i giorni…è una cosa su cui pensarci!

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