La Scuola Agnostica

“Non ho avuto mai a che fare con un bimbo autistico”. Dopo 4 anni di lavoro nella scuola primaria non riesco ad abituarmi a questa sconcertante affermazione. Tutte le volte che un insegnante o un dipendente scolastico viene a contatto con un bambino autistico scatta una lucida messa in scena. “Salve, sono incaricato di occuparmi di questo bambino (con disabilità psicofisica), però non ho la minima idea del problema nè tanto meno di come trattarlo”. Autismo, ritardo mentale, disturbo mentale, il punto rimane lo stesso: qualcuno che se ne occupi si trova, c’è la fila. Che ne sia preparato o abbia almeno una sobria conoscenza del caso: è  tutto un altro paio di maniche.

L’inizio dell’anno scolastico segna il debutto di centinaia di ragazzi con problemi cognitivi, emotivi, fisici, neuropsicologici, sociopatici. Essi rappresentano uno psicologico “indotto” parentale impressionante: famiglie o coppie in varie condizioni socioeconomiche e culturali. C’è un gioco combinatorio tra variabili contestuali e di storie interne familiari di cui non è possibile tracciarne rapide spiegazioni. Arrivano a scuola con i loro lavoratori principali, i bambini, a costituire un’imponente industria istituzionale rappresentata da un’ineffabile ministro della pubblica istruzione. Ogni giorno la macchina dei libri e delle interrogazioni, dei dettati e dei temperini, del personale mancante e della manutenzione assente si combina alla presenza di milioni di bimbi, alcuni dei quali con le rotelle fuori posto.

Io la vivo tutti i giorni questa ciclica marea di teste che cercano di pensare e teste che cercano di far pensare. Oscilla intorno a delle medie statistiche e in fondo questo mi conforta. Perché mi sento piccolo, come i bambini in fondo. Mi sento un piccolo anello dell’ingranaggio. Ci crediate o meno qui si parla di scuola di massa, con cifre poderose, flussi migratori continentali e incroci genetici e culturali impressionanti. Tutti sono a lavoro e l’enorme fatto di applicare nozioni a cervelli statisticamente disponibili mi spaventa e rassicura. Eccetto che per le rotelle fuori posto. Occupandomi di alunni incongruenti alla didattica meccanica, mi sento anche io un po’ fuori posto. Da un lato l’enorme impalcatura scolastica con tutte le viti, gli attrezzi e i carburanti statisticamente collaudati. Dall’altro le affermazioni agnostiche degli addetti ai lavori e le coppie di genitori inghiottite dall’irrevocabile coscienza di una diagnosi.

Al suono della campanella per l’uscita però, metto un freno alle mia astratta malinconia. Provo a pensare al fatto che se non ci sono soldi, ci sono sempre conoscenze. Se non ci sono strumenti, ci sono sempre le (nostre) mani. Se non c’è personale fisso, c’è sempre un bidello (mi piace tanto questa lontana e preziosa parola) che ha sempre una soluzione parziale pronta all’occorrenza. Se c’è un insegnante che giunge a scuola in cerca di Godot, sono sempre pronto ad affiancarlo nella sua ricerca (chissà di cosa) giorno per giorno per imparare, come fanno pazientemente i bambini.

Devo lo spunto di questo post ad un delicato articolo scritto dalla Maestra Rosalba.

Annunci

2 pensieri su “La Scuola Agnostica

    • Troppo eterogenea la mia esperienza con bimbi autistici. Alcuni non hanno grosse difficoltà a stare in gruppo, riescono a sostenere anche l’interazione di coppia. La maggioranza evita. L’isolamento lo osserviamo noi laddove loro provano una costrizione fobica nel dover stare con gli altri. Un bel problema. Con il metodo ABA ci sono protocolli standardizzati che consentono il raggiungimento di scopi sociali insperati. Ma ci sono limiti teorici e forse “ontologici”. Non hanno apparentemente esigenza di condividere emozioni.
      Il punto è che l’isolamento per loro è una mossa preventiva contro ogni forma di esposizione sensoriale incontrollabile. Probabilmente il mondo inanimato per loro è più sicuro e prevedibile delle strane macchine animate umane che ogni giorno sono costretti disperatamente a prevedere con il labile risultato di una certezza meteorologica.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...