Senza via di fuga

La ricercatrice Eliane Volchan e i suoi collaboratori hanno effettuato un interessante esperimento per indagare uno dei comportamenti più singolari che l’uomo manifesta in condizioni di grave pericolo. Si tratta del blocco improvviso del corpo di fronte al possibile rischio per la sopravvivenza, qualcosa di simile all’esperienza terrificate della sindrome neurologica “locked-in“. Una reazione comportamentale già nota negli studi etologici, in quei casi limite in cui le prede al cospetto dei predatori si immobilizzano (freezing, “congelamento”) non tentando la fuga o l’attacco. Quasi simulando di essere morti.

I ricercatori brasiliani hanno reclutato 33 vittime di un trauma cui è stato diagnosticato un disturbo post traumatico da stress (PTSD), ciascuno dei quali ha ascoltato, tramite una cuffia, una voce maschile che narrava la loro storia in seconda persona (“stai camminando nel viale e incontri…”). Durante l’ascolto erano monitorati i movimenti del corpo del partecipante e il battito cardiaco. Successivamente i soggetti hanno risposto a domande su come si fossero sentiti mentre ascoltavano la registrazione. Coloro che hanno riportato un senso di immobilità e paralisi per la paura rivissuta tendevano a non manifestare movimenti del corpo e manifestavano un’innalzamento della frequenza del battito cardiaco. Nei risultati, quindi, è stata dimostrata l’effettiva presenza nel repertorio comportamentale umano di una strategia difensiva involontaria di “congelamento” che ci accomuna agli altri animali. Un comportamento interessante che potrebbe spiegare l’incomprensibile atteggiamento di chi rimane immobile di fronte ad una scena di violenza. Oppure, può gettare luce in quei casi di abusi sessuali in cui il comportamento passivo della vittima è talvolta interpretato come una colpa dalla pubblica opinione o da alcuni sistemi giuridici.

Ma questa ricerca, a mio parere, fornisce anche un’ulteriore prova sperimentale ad un sistema di ipotesi psicopatologiche sui disturbi dissociativi. Mi riferisco a quei casi di bambini, studiati in una situazione sperimentale standard chiamata Strange Situation, i quali manifestano in certe circostanze un comportamento dissociato verso una persona familiare. Il comportamento è “disorganizzato” dal momento che essi simultaneamente mostrano espressioni ed azioni contrastanti. Ad esempio, nella ricongiunzione con un familiare si avvicinano strabuzzando gli occhi e voltando il capo di lato per evitare il contatto visivo oppure si immobilizzano (freezing) emettendo vocalizzazioni inintelligibili:  “Arrivato nelle vicinanze della madre, il bambino le girò intorno evitandola, e poi, fissando il vano della porta da cui era entrata, aprì di nuovo le braccia nel vuoto, come per rispondere all’abbraccio di un’altra madre allucinata” (Giovanni Liotti, La coscienza interpersonale, 2005).

L’ipotesi psicopatologica mette in luce il carattere frammentato e contraddittorio della rappresentazione che il bambino ha dell’altro, formatosi durante i primi due anni di vita e che ha determinato la compromissione della funzione integratrice della coscienza (continuità, coerenza, sequenzialità lineare). Il bambino, non riuscendo a tenere a bada le immagini contrastanti della relazione con l’altro, in certi frangenti, si immobilizza testimoniando tacitamente la drammatica impossibilità di fuggire o attaccare.

Volchan, E., Souza, G., Franklin, C., Norte, C., Rocha-Rego, V., Oliveira, J., David, I., Mendlowicz, M., Coutinho, E., Fiszman, A., Berger, W., Marques-Portella, C., & Figueira, I. (2011). Is there tonic immobility in humans? Biological evidence from victims of traumatic stress Biological Psychology, 88 (1), 13-19 DOI: 10.1016/j.biopsycho.2011.06.002

Annunci

4 pensieri su “Senza via di fuga

  1. Bellissimo questo articolo, Carmelo!..
    Mi ci sono ritrovata in pieno!
    Di fronte a situazioni che rievocano il mio passato, la mia unica reazione è quella dell’immobilizzazione.. In tutti gli altri casi, manifesto un dinamismo fuori dal comune, una capacità di estraneazione che mi permette di reagire laddove altri invece rimangono immobilizzati..
    Come a voler significare che, dove sono stata già scottata da piccola non reagisco, negli altri casi invece il mio istinto di conservazione si manifesta quasi a voler tutelare indistintamente tutti..
    Che portento questa mente!..

    Mi piace

  2. Pingback: Tipi di Coscienza | Neuromancer

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...