Tetris Mentale

ResearchBlogging.orgHo scoperto questa gustosa ricerca sulle virtù neurogenerative del tetris. Sì avete letto bene, il mitico gioco degli anni Ottanta cui chiunque in un modo o nell’altro ha trascorso ore e ore ipnotizzato grazie anche alla marcetta russa coi cosacchi impertinenti di fronte all’ossessivo impilare di mattoni tra mattoni. Fu l’ingegnere informatico russo Alexey Pajitnov ad inventare il tetris negli anni Ottanta, ma a beneficiare dei diritti di autore fu lo stato sovietico in nome del popolo ignaro.

Il tetris è un videogioco che richiede di applicare il più in fretta possibile una serie di connessioni visuospaziali per incastrare segmenti geometrici. Capacità visuospaziali che implicano una coordinazione sottile tra occhio, dita e processi mentali per l’elaborazione visiva e spaziale. Costruisci e distruggi ciclicamente strutture utilizzando blocchi causali che piovono dall’alto e sfidano una forza di gravità entropica. In fondo, il giusto incastro ti permette di tenere a bada l’incombente cumulo di strutture e nello stesso tempo l’ordine che imponi fa sparire transitoriamente l’invasione di pezzi. Impareggiabile nei ricordi la canzonetta russa popolare “Korobeniki” che accompagnava la discesa dei tetramini.

Ora, è molto interessante l’interfaccia uomo-macchina quando si considera la curva di apprendimento, cioè il rapporto tra il tempo necessario per apprendere e la quantità di informazioni apprese correlato alle funzioni cognitive attivate. Bene, i videogame attivano processi multisensoriali per superare le barriere virtuali all’apprendimento e gli scienziati hanno riscontrato che il tetris si presta ad essere un gioco che determina effetti particolari rispetto ad altri game.

In questo studio alcuni ricercatori hanno osservato con la risonanza magnetica cosa succede nei processi corticali quando i partecipanti giocavano a tetris per un determinato periodo di tempo. Il gruppo sperimentale ha giocato in un periodo di tre mesi per circa 15 minuti al giorno per un totale di un’ora e mezza alla settimana, mentre al gruppo di controllo è stato richiesto di non giocare a tetris durante lo stesso periodo. Curiosamente i giocatori erano ragazze adolescenti tra i 12 e i 15 anni. I partecipanti di entrambi i gruppi erano sottoposti a risonanza magnetica prima, durante e alla fine della sessione sperimentale e del periodo complessivo.

Sembra che il tetris apporti un significativo contributo nell’addensare la massa corticale in alcune zone e nel potenziare i network neuronali e la rete funzionale che controllano. Specificatamente è stato messo in evidenza che dopo aver giocato per tre mesi si osservano dei cambiamenti strutturali e dei cambiamenti funzionali, cioè un aumento della plasticità neuronale e una decrescita di attività cerebrale (meno consumo di glucosio) in zone che non sembrano comunque sovrapporsi.

Che cosa è questo effetto tetris? Una speculazione che perdonerete mi porta ad avere a che fare (incautamente) con il fenomeno dell’entropia come non sarebbe ammesso da un fisico teorico. L’entropia è una ingenerosa legge di natura che ci dice che tutto è irreversibilmente destinato al disordine, alla dispersione. C’è uno speciale risvolto dei sistemi aperti, in linea generale scambiando energia con l’esterno possono ottenere transitori succesi sull’entropia producendo controintuitivamente ordine anziché caos.

Insomma, quando intraprendiamo un compito così impegnativo nel decidere la mossa giusta nel più breve tempo possibile inizialmente consumiamo più energia (glucosio) fin quando il successo permette di svolgere il compito in maniera efficiente con minimi costi di lavoro. Effettuiamo operazioni cognitive avanzate a dispetto del disordine previsto. Anzi, giocando a tetris meno consumiamo glucosio nel cervello, più costruiamo. Il nostro cervello è un mago della finanza.

Haier, R., Karama, S., Leyba, L., & Jung, R. (2009). MRI assessment of cortical thickness and functional activity changes in adolescent girls following three months of practice on a visual-spatial task BMC Research Notes, 2 (1) DOI: 10.1186/1756-0500-2-174

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3 pensieri su “Tetris Mentale

  1. Se i videogames avessero davvero esercitato effetti negativi sui cervelli delle persone, come vuole il verbo trombonesco in materia, io senza dubbio sarei oggi alla stregua di un vegetale. Ma confido che la mia personale vicenda, insieme al crescente numero di paper che mostrano al contrario arricchimenti funzionali/strutturali di circuiti neurali nei videogiocatori, possa dar pace a questa ormai trentennale ossessione.

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