Terremoti Psicotici

ResearchBlogging.orgLe indagini epidemiologiche hanno evidenziato che laddove avviene un disastro naturale e c’è bisogno di  interventi immediati per lo stress psicologico vi è un incremento di prescrizioni di psicofarmaci. Il livello di diffusione di sostanze psicotrope permette di valutare il grado di disturbi emotivi all’interno del contesto globale dei problemi da affrontare all’indomani dei disastri naturali. Alessandro Rossi e i suoi colleghi hanno effettuato uno studio interessante pubblicato sul Journal of Traumatic Stress sugli psicofarmaci prescritti alla popolazione de l’Aquila subito dopo il terremoto del 6 Aprile 2009.

La loro ricerca è stata condotta sulla prescrizione di farmaci antipsicotici e antidepressivi perché essendo mutuati dall’Asl sono stati registrati sul database ogni volta prescritti e quindi era facilmente misurabile la loro diffusione. Nella procedura di raccolta dei dati hanno compreso inoltre la prescrizione di un farmaco antidiabetico e di uno per il colesterolo come farmaci di controllo per fare i confronti di prescrizioni tra psicofarmaci e altri farmaci non psichiatrici. Inoltre hanno considerato due periodi, uno antecedente di un anno il terremoto (non sei mesi perché il dosaggio di uno psicofarmaco e la sua azione è più compiuto nell’arco di un anno) e il periodo di sei mesi successivo al sisma.

Una prima nota interessante riguarda il periodo che va da Aprile a Settembre 2008 in cui si registra a sorpresa un incremento di prescrizioni di antidepressivi (AD) rispetto agli antipsicotici (AP), in linea con l’andamento in generale sul territorio nazionale nel periodo dal 2000 al 2008 con un aumento del 17% di prescrizioni di AD. Al contrario, dopo il terremoto sono gli AP ad essere prescritti di più rispetto agli AD con un aumento pari al 130%! In particolare emerge un dato inaspettato: gli AP sono stati prescritti soprattutto agli anziani (soprai 65 anni) e specificatamente a donne anziane. Questi farmaci probabilmnte sono stati prescritti a basso dosaggio per il trattamento dei problemi d’ansia, dei sintomi legati ai disturbi post traumatici o per l’insonnia. Sfortunatamente non è stato possibile registrare la prescrizione di benzodiazepine (ansiolitici). Curiosamente alcune ricerche confermano la prevalenza di disturbi mentali nelle donne dopo un cataclisma naturale.

Nelle conclusioni della ricerca si scorge una certa incredulità per il trattamento di disturbi d’ansia con antipsicotici (in genere usati per le schizofrenie e altri disturbi della personalità). Probabilmente in situaizoni di questo genere di emergenza si assiste a disturbi dell’umore che richiedono prescrizioni che trattano psicosi che depressioni. Ma c’è da aggiungere che i disturbi di personalità emergono soprattutto molto prima della vecchiaia (quindi le differenze di prescrizioni tra prima e dopo il terremoto non dovrebbero essere così marcate). Soprattutto la maggior parte delle prescrizioni sono state effettuate da medici di base i quali non hanno le competenze pertinenti per il trattamento dei disturbi emotivi.

Faccio notare che sarebbe stato meglio confrontare i dati del capoluogo abruzzese con i dati di un altra città come gruppo di controllo, per poter valutare con una metodologia appropriata la variabile indipendente che si studia. Gli autori della ricerca si affrettano a ricordare che si tratta di uno studio preliminare cui conviene non esternare frettolose inferenze anche perché non si conoscono le indicazioni temporali dell’uso degli psicofarmaci prescritti, ma i dati parziali quanto meno suggeriscono l’opportunità di promuovere una appropriata politica di prescrizione di farmaci psicotropi alfine di evitare problemi iatrogeni a lungo andare, vale a dire creare quei disturbi che si sta curando quando prima in realtà non c’erano provocando maggiori guai delle catastrofi stesse.

Rossi, A., Maggio, R., Riccardi, I., Allegrini, F., & Stratta, P. (2011). A quantitative analysis of antidepressant and antipsychotic prescriptions following an earthquake in Italy Journal of Traumatic Stress, 24 (1), 129-132 DOI: 10.1002/jts.20607

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