Ritratti della Mente


A Novembre esce in inglese un bellissimo libro, Portraits of the Mind: Visualizing the Brain from Antiquity to the 21st Century, una storia visiva del cervello dagli esordi nell’antichità alle moderne immagini sofisticate di neuroimaging delle neuroscienze. Nelle immagini che vi propongo potrete osservare il più vecchio disegno conosciuto del sistema nervoso, il teschio lottizzato dalle zone cognitive individuate arbitrariamente dalla pseudo scienza della frenologia, le cellule di Purkinje con le loro maestose arborizzazioni dentritiche, assoni fluorescenti di un cervello transgenico di un topo, la retina di un pollo organizzata in coni e bastoncelli che catturano i fotoni della luce traformandoli in correnti elettriche e infine rigogliosi vasi sanguigni corticali ritratti su un pezzo microscopico della superficie corticale, innaffiatoi di ossigeno e nutrimento per le cellule neuronali.

Ibn al-Haytham (circa 1027, pubblicato nel 1083)

Cranio frenologico. Anonimo (IX secolo). Fotografia di Eszter Blahak/Semmelweis Museum
Cellule di Purkinje. Santiago Ramón y Cajal (1899)
Asson. Ryan Draft, Jeff Lichtman and Joshua Sanes (2007)
Retina. Andy Fischer (2008)

Vasi sanguigni corticali. Alfonso Rodríguez-Baeza and Marisa Ortega-Sánchez (2009)
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2 pensieri su “Ritratti della Mente

  1. Ricordo con tristezza che durante la mia laurea specialistica c'erano studenti, ma non solo, che facevano pressioni affinchè il corso di Storia delle Neuroscienze tenuto presso la mia facoltà fosse abolito o almeno trasformato in opzionale. Posto che a me personalmente esami fondamentali ultratecnici sono serviti a poco, mentre ancora oggi ripenso spesso a problemi sollevati durante il corso di Storia delle Neuroscienze, per certi versi ritengo triste il fatto che gli studenti vengano formati a ricordare a memoria tonnellate di cascate molecolari, senza sapere un tubo di Henry Dale e della scoperta dell'Acetilcolina come trasmettitore, ad esempio….

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  2. Sono d'accordo. Aggiungo l'implicita irriconoscenza verso i paradigmi di ricerca falsificati che vengono subito dimenticati senza coglierne la storia "interna", le biografie degli autori che hanno dato contributi fondamentali per la ricerca, il confronto/scontro delle loro idee, dei loro esperimenti, dei loro disegni, con le certezze del loro tempo. Il lavoro che hanno svolto da precursori, da battistrada. Una storia disseminata da una invincibile capacità di produrre conoscenza. Al contrario, nella facoltà di psicologia durante i miei studi, le neuroscienze non erano nemmeno considerate interlocutrici "attendibili" delle rivelazioni dell'inconscio. Optando per la specializzazione sperimentale potevo rifarmi con tutti i generi di anatomia e di fisiologia disponibili. Eresie extra psicologiche.

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