Strange Situation

 

Cosa vi viene in mente se vi chiedo delle reazioni delle persone di fronte ad un neonato?Assumono caratteristiche chiaramente teatrali. Sono “emozionati”, un gran numero di persone piange (chissà se solo di felicità), giudizi metrici e fisiognomici, una specie di critica artistica sulla qualità dei tessuti (capelli, pelle, corporatura, piedi, mani), la meraviglia stringente del pianto o del ruttino, l’ingombrante spessore della carne che cerca una sua forma autonoma rispetto alla culla o alla carrozzina che lo contiene. Contemporaneamente un riconoscimento della vulnerabilità e della fragilità fisica prima ancora che psicologica (per molti esperti, soprattutto in passato, i neonati non avevano nessuno spessore psicologico).

Provo a dare un punto di vista diverso e per certi versi assurdo. Il neonato nei suoi primi mesi e lungo i primi tre anni è un vero dittatore, autentico organizzatore di tattiche, inventore di strategie sottili e imbattibili per ottenere il raggiungimento dei suoi scopi. Ha alle sue spalle (genotipiche) una capacità straordinaria di cambiare il mondo intorno a sè e fondare un baricentro incentrato sulle proprie esigenze (conservative), che orchestrano comportamenti preordinati prima della nascita nel genoma, quindi efficienti e automaticamente rapidi, minimizzando il dispendio energetico. Vanno al sodo, e nella maggioranza dei casi ottengono ciò che vogliono.
Sono un cinico? Nemmeno per sogno, lo è l’evoluzione delle specie in una maniera tale che con somma incapacità possiamo avere una idea del bricolage di storie evolutive parallele che tendono verso chissà dove il caso vuole. Senza scopi, preferibilmente in vita il più possibile. Volessimo essere candidamente cinici, faccio uso di una metafora: i geni tendono a saltare da una macchina all’altra (genitori ignari e dissociati nel loro accoppiamento) come fanno più o meno le piattole.

Faccio un passo indietro e vi spiego con un esempio quanto un bimbo nel primo anno di vita sia assolutamente pronto ad apprendere in tempi record e come i genitori siano in crisi a sintonizzarsi con tale versatile avversario. Si tratta di uno studio empirico ingegnoso che ha avuto un grande successo e rimane uno dei più validi paradigmi di ricerca su cui ormai si orientano un gran numero di modelli teorici psicopatologici.
Lo studio empirico è strutturato su una situazione speciale denominata Strange Situation, (Ainsworth et altri, 1978), un esperimento particolare e curioso che dura pochissimi minuti che prevede che un bimbo tra i 12 e i 18 mesi accompagnato dalla figura che lo accudisce (FDA, figura di attacamento che di solito è la madre ma si può estendere a tutti coloro che si occupano di lui), in una stanza in cui non è mai stato prima e nella quale si trova una persona estranea. Nella stanza c’è una sedia, un tavolo e dei giocattoli. Tutta la procedura è seguita all’esterno da persone preparate ad osservare attentamente gli invarianti comportamentali e filmata per una visione più accurata dopo la fine dello studio. Nei primi minuti si osserva come il bimbo interagisce con la FDA e la persona estranea. Poi secondo le istruzioni la FDA esce dalla stanza. Si osserva cosa succede alla separazione, cioè come reagisce il bimbo. Quindi la FDA dopo poco rientra e si volge con un abbraccio verso il bimbo. Si osserva dunque attentamente come si comporta il bambino. Successivamente la FDA torna a sedere e viene seguita l’interazione del bimbo con la FDA, l’estranea e l’ambiente circostante dopo questa prima fase di separazione/riunione. Seguono altre separazioni/riunioni con FDAo estranea, che durano sempre pochissimi minuti e nel complesso l’esperimento non va oltre la mezz’ora.

 

 

La Strana Situazione è stata convalidata e replicata da una mole impressionante di ricerche,  oltre ad essere stata oggetto di applicazione in una moltitudine di differenti ambienti sociali, geografici e culturali che ha dello stupefacente nel restituire risultati convergenti e significativi entro certi gradi di libertà (statistica). Cosa emerge in poche parole? Quattro profili o, meglio, chiamiamoli stili di attaccamento, vale a dire l’insieme di comportamenti messi in atto nella strana e spregiudicata situazione generalizzabili come un modello interno operativo (MOI) proprio del bimbo nelle relazioni che intratterrà per il resto della sua vita:

  1. Lo stile di attaccamento B, il sicuro, in cui il bambino protesta e piange per la separazione della FDA, rifiutando l’aiuto dell’estranea di farsi consolare, si dirige verso la porta e piange vivacemente. Al rientro della FDA la abbraccia e si calma tempestivamente, essendo l’abbraccio di per sé una fonte di sicura vicinanza e conforto.
  2. Lo stile di attaccamento A, l’evitante, caratterizzato dal fatto che il bimbo non protesta nè si dirige a seguire la FDA verso la porta. Al momento del rientro evita attivamente di incontrare la FDA (le volge le spalle, non accetta l’invito all’abbraccio nè al gioco).
  3. Lo stile di attaccamento C, l’ambivalente, il quale esterna la vivace protesta come il sicuro quando la FDA va via, ma non si calma al momento del rientro. Rimane in braccio alla FDA ma continua a piangere e protestare apparendo inconsolabile, spesso accrescendo le proteste (urla e calci) quando la FDA cerca di consolarlo. Questo pattern di attaccamento resistente è ambivalente dal momento che il bimbo da un lato sale in braccio alla FDA e dall’altro l’abbraccio e i tentativi di conforto non sono efficaci e scatenano una reazione resistente ai vani tentativi della riunione con la FDA.
  4. Lo stile di attaccamento D, disorganizzato, ha assunto un importante status agli occhi dei ricercatori e dei clinici nello studio delle psicopatologie gravi quali i fenomeni dissociativi, perchè il comportamento del bambino non è organizzato e manifesta una serie incoerente di comportamenti verso la FDA. Al momento della riunione con la madre si assiste ad una sequenza di azioni sconcertanti, ad esempio si dirige verso di lei con la testa voltata di lato, oppure si immobilizza (freezing) mentre si avvicina fermandosi congelato, con lo sguardo perso nel vuoto come in uno stato di trance. “Arrivato nelle vicinanze della madre, il bambino le girò intorno evitandola, e poi, fissando il vano della porta da cui era entrata, aprì di nuovo le braccia nel vuoto, come per rispondere all’abbraccio di un’altra madre allucinata” (Giovanni Liotti, La coscienza interpersonale, 2005).

L’artefice teorico della Strange Situation, è stato John Bowlby, un eretico psicoanalista di Londra, nato nel 1907 e morto nel 1990. Un vero e proprio prestigiatore epistemologico, avendo abbracciato diverse discipline nello scoprire la brillante architettura del sistema dell’attaccamento e della perdita. Ha attinto dall’etologia, dalla teoria dell’informazione, dal cognitivismo, dalla balistica, dalla cibernetica, dall’evoluzionismo (ha scritto una meravigliosa biografia su Darwin e quando è morto a quanto pare l’aveva fra le mani), dalla biologia, dalla psicologia dello sviluppo. Il suo lavoro ha preso spunto dall’osservazione dei bimbi orfani che mostravano una precisa sequenza di comportamenti caratterizzati dalla deprivazione delle cure protettive della figura di attaccamento. Perno di questo lavoro è il concetto del sistema dell’attaccamento, geneticamente organizzato ed evolutivamente vincolato, messo in atto dal cucciolo per controllare la prossimità della figura che fornisce cura (caregiver) nei moneti di pericolo ambientale.

Questo è il punto, lo stile delle nostre relazioni è strettamente organizzato in base alla propria storia. Sin dai  primi minuti di vita in braccio alla madre ancora sfinito e con gli occhi strizzati, il bimbo è un sapiente dj che modula il comportamento di un discreto numero di persone. Una sofisticata competenza di sintonizzazione (tuning) che attivamente riordina il caos del nuovo mondo in cui si è ritrovato. Un grido di dolore (la nascita), diceva il poeta. Oppure, un direttore d’orchestra ante litteram.

Annunci

2 pensieri su “Strange Situation

  1. Pingback: Senza via di fuga | Neuromancer

  2. Pingback: L'attaccamento del bambino | Neuromancer

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...