Autismo e Geometrie

Mi occupo da un paio d’anni di autismo. Agli inizi ricordo le riluttanze dei colleghi. Non avevano torto, specie se qualche pazzo pensava di trattare bimbi autistici con la psicoterapia (vedi il caso Bettelheim e fortezze). Per non annoiarvi con la mia storia ho imparato (sto imparando sempre) ad utilizzare il metodo ABA e al limitato accesso del mondo autistico ho potuto dare una mano, a questi ineffabili bambini e alle loro famiglie disorientate. Nella costellazione variabile delle caratteristiche salienti le ricerche hanno individuato tre tratti invarianti: restrizione o lacune nell’uso del linguaggio, impoverimento sociale e stereotipie. 
Tramite Neuroskeptic ho scoperto questa interessante ricerca, sempre benvenuta qualora sia prodiga di informazioni per la diagnosi, strada dissestata in questo disturbo psicopatologico. 
Gli autori della ricerca partendo dalla premessa della ripetività dei comportamenti nello spettro autistico e della aneddotica preferenza ad incantarsi di fronte immagini geometriche ripetitive come possono essere l’elica di un ventilatore, la ruota di una macchina o la trottola slanciata sul pavimento, hanno sottoposto un campione di 110 bimbi alla visione di una clip di un minuto. Il campione era composto da bambini dai 14 ai 42 mesi, che comprendeva bimbi che non avevano problemi, bimbi con ritardi nello sviluppo e bimbi diagnosticati con disturbo nello spettro autistico. Il video consisteva di un doppio filmato, in una parte del monitor vi erano riprese di bambini che si muovevano o facevano yoga, nell’altro delle configurazioni geometriche in movimento come alcuni screensaver vecchio stampo. L’ipotesi di partenza stabiliva che la preferenza verso le figure geometriche moventi sia un fattore di rischio precoce nella diagnosi di autismo. L’osservazione dei bambini veniva misurata con una tecnologia che registra il movimento degli occhi, la durata di fissazione e il numero di saccadi, cioè i movimenti rapidi degli occhi, verso lo specifico pezzo del video.
I risultati hanno mostrato che una buona parte di bimbi diagnosticati sin dai 14 mesi nello spettro dell’autismo preferiva osservare per un tempo significativo le dinamiche immagini geometriche. Trascorrendo più del 69% del suo tempo a fissare il pattern geometrico, ciò era un predittore affidabile nella diagnosi di autismo. Il test ripetuto dopo due settimane confermava tali conclusioni suggerendone la fondatezza dell’ipotesi iniziale piuttosto che la casualità da parte dei bimbi autistici nell’osservazione del filmato.
Fondamentale la diagosi precoce, sottolineo. Purtroppo le istituzioni fanno una enorme fatica a fornire un protocollo standard e competente nella diagnosi e nell’accertamento dei casi. Scuole impreparate, neuropsichiatri in imbarazzante ritardo, medici di famiglia indifesi alla complessità della psicopatologia, insegnanti di sostegno irritate perché non insegnano e devono avere a che fare con questi soggetti intrattabili, famiglie degli “amici” di classe arrabbiate, maestre, professori, dirigenti indignati nella imposta condizione di dover sopportare questo ennesimo inconveniente scolastico. Mentre, nella loro impurturbabile automatica esistenza, gli autistici mi ricordano segrete facce di Buddha.
Annunci

Un pensiero su “Autismo e Geometrie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...