Origine Ansiosa dell'Universo

Non so dove andrà a finire il dibattito inaugurato da Stephen Hawking sulle origini dell’universo le cui porte, suppone il nostro mitico antigravitazionale cosmologo, sono chiuse ad un dio estraneo quanto lo siamo noi esseri umani nei confronti delle leggi fisiche perenni ed imperturbabili. Ma nell’ottimo blog di Deric Bownds ho trovato questo pezzo su uno studio della scienza cognitiva della religione, che mi pare dia una mano a osservare in una interessante angolazione il ruolo che hanno le religioni e i vari sottoprodotti animistici e vitalistici nei confronti dell’ansia di stare fuori dal nostro universo. Lo studio analizza l’attività di un circuito specifico sottocorticale che le ricerche dimostrano attivarsi di fronte ai pericoli. Ebbene, i credenti nell’esperimento hanno reazioni corticali di minore ampiezza (negli spike dei potenziali di membrana) rispetto a chi non crede. La religione come farmaco ansiolitico. Marx ci vedeva giusto? Roba da matti.
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