Freud Depresso

Ho trovato questo grafico che indica l’andamento delle pubblicazioni scientifiche negli ultimi cinquanta anni su PubMed, il più importante sito mondiale dove si pubblicano ricerche scientifiche biomediche. Alla prima occhiata è sorprendente l’appiattimento della linea psicoanalitica ovvero ricerche riguardanti il modello psicoanalitico di Freud. Egli rappresenta uno dei principali protagonisti culturali del primo Novecento e tuttora alimenta un certo fascino magnetico, basti leggere uno dei suoi testi per riconoscere l’intrigante capacità affabulativa di questo enigmatico positivista austriaco.
D’altra parte, sono aumentate le pubblicazioni sulla schizofrenia, gli antidepressivi e vistosamente sulla sintomatologia ansiosa. Il picco della fama di Freud è stato raggiunto nel Sessantotto quando sono registrati circa 721 articoli, quasi quanto quelli sulla schizofrenia (989). Quelli sugli antidepressivi raggiunsero i 1372 articoli.

Da notare il sorgere impetuoso della Terapia Cognitiva Comportamentale, i cui fondatori sono stati Aaron T.Beck e Albert Ellis negli anni Settanta, che esplode letteralmente alla fine degli anni Ottanta, sorpassando le pubblicazioin psicoanalitiche nel 1993 e oggi popolare quanto antipsicotici e antidepressivi. Insomma la Terapia Cognitiva Standard insieme alla Psichiatria Biologica sembrano i maggiori protagonisti rimasti sulla scena ancorché non abbiano intrapreso un inopportuno antagonismo. Entrambe pescano un po’ l’una nell’altra. Non solo, il modello cognitivista al suo interno adotta metodologie e applicazioni sovrapponibili alla prassi medica.
E’ vero pure che la psicoanalisi mantiene oltre al suo inevitabile fascino letterario pure una diffusione capillare nel mondo universitario, e questo implica finanziamenti destinati agli epigoni freudiani. Forse uno dei motivi principali che ha portato alla ribalta il modello cognitivista nell’ambito privato, emarginando uno spesso arteriosclerotico mondo psicoanalitico accademico.

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2 pensieri su “Freud Depresso

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