Il corpo e il medico

In una recente telefonata, un amico cardiopatico si è lasciato sfuggire una frase curiosa mentre cercava di spiegarmi cosa era successo al suo cuore e dintorni. Mi ha detto esplicitamente che in fondo attende di essere visitato dal cardiologo personale, che lo segue da anni e che ha una conoscenza ormai infinitamente precisa delle sue coronarie. Ecco, all’apparenza è una constatazione che tutti noi congetturiamo in qualsiasi visita medica. Il medico scandaglia con i suoi strumenti pezzi del nostro corpo e osserva cose di cui noi non sappiamo e non vedremo mai nulla. Sembra che con l’andare degli anni questa strana collaborazione evolve e le visite non saranno più di mera cortesia turistica. Il medico si sposta in una dimensione speciale e raramente permetterà a poche persone di osservare quanto è di sua pertinenza. Organi, tessuti, apparati, flussi ematici, gradienti, strutture nervose, saranno analizzati, tastati, invasi, traformati, soppiantati in ordine del ruolo di biografico conoscitore dei limiti cui noi pazienti non abbiamo diritto di oltrepassare.
Suppongo che le medicine, familiari accompagnatrici da un certa età in poi, siano sentinelle del medico di fiducia affinchè sbarrino la strada alla malattia e alla nostra incauta vita di curiosi. Finisci di non saper più se il tuo organo appartenga all’indifferente caos della malattia o alla raffinata intima dittatura del tuo medico.

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